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Effetto Green pass nelle palestre: calo di presenze, poi la ripresa

L'interno della palestra Ego

Abbastanza soddisfatti i titolari delle strutture lucchesi: «Alcuni si sono vaccinati per poter tornare ad allenarsi»

LUCCA. All’inizio, l’introduzione del Green pass ha scoraggiato gli iscritti delle palestre lucchesi che hanno visto calare i frequentatori del dieci per cento: dal 6 agosto, infatti, senza certificato verde non si può accedere agli impianti (a meno che non ci siano spazi all’esterno). Ma la tendenza è in miglioramento, dicono i titolari delle strutture di Lucca. «Proprio il fatto di voler tornare ad allenarsi in sicurezza è la spinta decisiva per sottoporsi alla vaccinazione», sottolineano. Nell’ultimo anno e mezzo molto è cambiato. Soprattutto per gli amanti dello sport che hanno dovuto rinunciare – per dieci mesi consecutivi – ad allenarsi nelle palestre. E forse è anche per questo che dalle parole dei titolari non traspare alcuna polemica, ma solo tanta voglia di lavorare per il benessere degli iscritti. Non è un limite il Green pass obbligatorio dal 6 agosto, precisano. «Sono poche le persone non vaccinate o in attesa della vaccinazione – spiega Renato Malfatti, titolare della palestra Ego di Sant’Alessio – ma non è un problema, per noi: la nostra struttura può contare su uno spazio esterno di 11.000 metri quadri, dotato di un’entrata a sé. In questo modo, anche chi è in attesa del vaccino può riprendere ad allenarsi in sicurezza. Nessun problema, invece, per chi è già dotato di Green pass: il controllo viene fatto all’ingresso, prima di entrare nell’area fitness. E, a quel punto, entrano in vigore le regole che, ormai, abbiamo imparato a conoscere: mascherina quando si è in movimento o nei luoghi comuni, alla sanificazione degli attrezzi pensiamo noi, invece».

Francesco Mancini, club manager della palestra Officine XL di via Guidiccioni, spiega che l’obbligo del Green pass in palestra (come in altri luoghi) un po’ ha inciso sul numero totale degli iscritti. «Dal punto di vista economico-commerciale, a volte blocca alcune opportunità – precisa – ma sappiamo anche che questo è l’unico modo per restare aperti. In sicurezza. E se è vero che il dieci per cento degli iscritti ancora non si è vaccinato, va anche detto che la maggior parte delle persone si sente più sicura. E questo è ciò che conta davvero. Noi stiamo lavorando per una struttura capace di tenere il Covid-19 alla larga. Non solo rispettando le regole, come distanziamento e sanificazione, ma anche partendo dai nostri dipendenti e collaboratori: tutti quanti, infatti, hanno completato il ciclo vaccinale e sono dotati di Green pass».

E spiragli di ottimismo arrivano anche dalla palestra Olympia club – 84 Fitness di via di Salicchi, guidata da Emanuele Lenzi. «Quella del Green pass è una decisione presa in poco tempo – spiegano dalla struttura – e i primi giorni dopo l’entrata in vigore abbiamo dovuto rimandare indietro circa il 50 per cento delle persone perché senza certificato verde. Ma poi le cose sono cambiate. Molti, ancora non vaccinati, hanno dimostrato un grande interesse per la vaccinazione. Sono stati così tanti che abbiamo pensato di aiutarli, prenotando la loro dose direttamente dal computer della palestra. È il nostro modo per dare un contributo alla campagna. Ormai, il Green pass fa parte della nostra vita. È uno strumento importante per tornare alla normalità. Per andare a teatro, al cinema, consumare la cena (al chiuso) in un ristorante. E, ora, anche per andare in palestra».

I titolari delle palestre sono soddisfatti, comunque. Le persone bussano alla loro porta. E la maggior parte ha già il certificato verde in tasca.