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In provincia di Lucca mancano le guardie mediche

Nove posti scoperti e servizio a rischio. I giovani laureati preferiscono le Usca

LUCCA. Emergenza guardie mediche, sono nove le sedi scoperte tra Piana e Valle. L’Asl pensa di accorpare alcune zone, ma i medici di turno sono in difficoltà a coprire zone sempre più ampie. Che la penuria di camici bianchi sia una questione da affrontare prioritariamente è ormai chiaro. Purtroppo, però, la soluzione non potrà essere immediata perché la carenza di medici è strutturale: in pratica, dalle università non escono laureati in numero sufficiente a garantire la sostituzione di quelli che vanno in pensione. Che da qui a un lustro saranno molti, perché tanti sono medici di famiglia assunti nei primi anni ’80, quando di fatto è nato il sistema sanitario nazionale (prima c’erano le cosiddette “mutue”). Solo a Lucca nel 2022 andranno in pensione una decina di medici e altri (tra cui il presidente dell’Ordine Umberto Quiriconi) già nel 2021. L’emergenza Covid, dunque, non è la causa del problema ma di certo lo ha acuito in modo fragoroso e lo si vede soprattutto nelle difficoltà a cui si va incontro per il reperimento delle ex guardie mediche, oggi definiti medici della continuità assistenziale. In pratica sono quei dottori che nei weekend o nelle ore notturne garantiscono il servizio quando il medico di famiglia non c’è. Ricevono fino alle 24 in ambulatorio (a Campo di Marte, alla Rsa il sole ad Altopascio, alla Misericordia di Capannori e alla Croce Verde di Ponte a Moriano) e dopo le 24 vanno a domicilio. Sono considerati erroneamente l’ultimo anello della sanità pubblica e per questo sono pochi, anche perché si lavora da soli, di notte e nei festivi.

Giusto il 2 agosto l’Asl ha deliberato l’assegnazione di alcuni medici nelle zone carenti di Pisa e Vecchiano. Ma si tratta di una goccia nel mare, dato che restano sguarnite 77 postazioni di cui nove nell’ambito di Lucca e della Valle. Così ripartite: quattro a Campo di Marte, due a Barga, due a Castelnuovo, uno a piazza al Serchio. «L’altra sera un collega si è dovuto dividere tra Lucca e Ponte a Moriano: da solo sostituiva tre medici», dice un addetto ai lavori. E probabilmente questo avverrà in misura sempre più frequente tant’è che l’azienda sanitaria sta ragionando sulla possibilità di accorpare più sedi sotto un unico medico. «Lo prevede la normativa – spiega il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto –. In pratica, se per le quattro sedi che abbiamo nella Piana una sera ci sono solo due o tre medici disponibili, quelli in servizio dovranno coprire un territorio più grande. Giusto domani c’è un incontro su questo tema. Il problema non è di Lucca, bensì nazionale e sarà necessaria una riorganizzazione complessiva». I laureati, come detto, sono pochi ma quelli che escono dalle università e che potrebbero fare la guardia medica quest’anno hanno preferito un’altra strada aperta dalla pandemia, ovvero sono stati reclutati nelle Usca, le unità speciali continuità assistenziale che nella prima fase dell’emergenza si occupavano delle visite a domicilio o negli alberghi sanitari ai malati Covid. A far optare i giovani medici per questa soluzione c’è anche una ragione economica: alle guardie mediche vanno circa 26 euro l’ora, mentre a chi fa parte delle Usca una quarantina. «Il discorso non è solo economico – spiega Rossi – si tratta di un servizio complessivamente diverso, ma è vero che molti optano per le Usca. Tra coloro che svolgono il servizio di guardia medica ci sono i cosiddetti “titolari”, che lasciano quando diventano medici di famiglia convenzionati con l’Asl; i sostituti, e infine gli “occasionali” spesso neolaureati o persone che si sono trasferite. Ecco, di questi ultimi se ne trovano sempre meno».


In Valle, dove il problema è serio, ci sono dei medici di famiglia non massimalisti (ovvero con meno di 1.500 assistiti) che hanno dato la disponibilità per garantire alcune ore della continuità assistenziale. —

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