Acqua rossa, mistero risolto a Porcari

Nelle immagini di Arpat ecco come si presentava il canale di Porcari il 30 giugno e lo stesso corso d’acqua due settimane dopo il primo sopralluogo

La causa diretta della colorazione era stata subito individuata dalla polizia municipale. Arpat esclude rischi per l’ambiente

PORCARI. Il mistero era stato risolto quasi subito, ma restava da capire un aspetto fondamentale: ossia quali avrebbero potuto essere le conseguenze per l’ambiente. Adesso la risposta è arrivata, e, fortunatamente, è una risposta tranquillizzante. Il mistero era quello dell’acqua colorata in un canale nella zona sud del territorio di Porcari. Il canale – era il 30 giugno scorso – era diventato all’improvviso di un color rosso vivo, al punto che sul posto era arrivata la polizia municipale la quale, a sua volta aveva richiesto l’intervento del dipartimento di Lucca dell’Agenzia regionale per l’ambiente.

La causa diretta della colorazione era stata subito individuata dalla polizia municipale. Si era trattato di un incidente banale, avvenuto in una vicina azienda cartotecnica. Durante l’operazione di scarico di alcune cisternette di colorante concentrato, utilizzate nell’attività dell’azienda, uno di questi contenitori (contenente appunto il colorante rosso) era caduto, rovesciando il suo contenuto nel piazzale dell’azienda stessa. Da qui, attraverso i canali di scarico utilizzati per far defluire l’acqua piovana dal piazzale stesso, il colorante era arrivato al fosso dove invece, di solito, finisce la pioggia. L’effetto è stato quello di dare all’acqua del canale quello strano e acceso colore rosso.


Durante il suo sopralluogo il personale dell’Arpat ha rilevato che le acque tinte, nello scorrere (in direzione da nord verso sud) presentavano una colorazione accesa in rosso che degradava fino a sparire però abbastanza rapidamente, dopo circa 30-40 metri.

Sul luogo era già intervenuto un mezzo della ditta specializzata, che aveva aspirato circa dodici metri cubi di liquido. Durante il sopralluogo era stata richiesta la scheda di sicurezza del prodotto che si era riversato nel canale. Dagli accertamenti è emerso che si trattava di un prodotto non classificato come pericoloso in base al regolamento europeo Clp (sigla che sta per classification, labelling and packaging) e i cui componenti sono rapidamente degradabili.

Le operazioni di pulizia si erano poi concluse nel corso del giorno seguente lo sversamento.

Nei giorni scorsi, sul posto dello sversamento, si è svolto un ulteriore sopralluogo da parte del personale tecnico di Arpat per constatare lo stato dei luoghi. Ebbene, il sopralluogo ha evidenziato che l’acqua in uscita dal tubo di scarico risultava limpida e non colorata e, allo stesso modo, l’acqua del canale non presentava alcuna colorazione in rosso.

«Per quanto rilevato – si legge sulla relazione finale dell’Arpat – si ritiene che la ditta abbia provveduto a mettere in atto quanto necessario a contenere e minimizzare l’evento di fine giugno e a impedire il prosieguo della contaminazione del canale». Insomma, un incidente, che per sua stessa definizione è involontario, e per rimediare al quale i responsabili hanno fatto tutto il possibile. —

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