Rafting, niente scivoli per le canoe sulla Lima

Carpita, portavoce dei gestori degli impianti: colate di cemento senza attenzione a sport e turismo

BAGNI DI LUCCA. Niente scivolo per le canoe e i gommoni del rafting nella Lima, sotto il ponte delle Catene, dove sono in corso lavori di ristrutturazione dello sbarramento in cemento.

Una dimenticanza che fa infuriare gli operatori degli sport fluviali, per altro diventata prima attrazione anche turistica di Bagni di Lucca e Val di Lima dopo la chiusura delle Terme. Sono sul piede di guerra i gestori dei centri in cui si affittano canoe e gommoni per il rafting, come spiega Stefano Carpita, portavoce degli operatori – che ha avuto conferma dell’assenza degli scivoli dal direttore dei lavori, il geometra Fabio Scarpellini.


Nello sbarramento è prevista solo la risalita per i pesci. «Ancora una volta – dice Carpita – colate di cemento sul torrente senza alcuna attenzione alla fruizione turistica e sportiva. Stavolta è interessato il tratto sotto il ponte delle Catene tra Fornoli e Chifenti. Noi operatori fluviali chiediamo considerazione alle amministrazioni comunali di Bagni di Lucca e di Borgo a Mozzano perché rivedano il progetto in funzione della fruizione turistica del luogo. Doveva esserci lo scivolo, era previsto, ma non essendo stato approvato il progetto per la centralina a flusso continuo in quel punto è saltata la realizzazione dello scivolo. Così ci ha detto Scarpellini».

Pare quasi surreale, ma committente dei lavori è la Regione. Starebbe quindi alla Regione dare l’ordine di modificare il progetto che richiede una immediata modifica per aggiungere lo scivolo per canoe e gommoni. La diga che deve essere rifatta è collegata alla centrale Idrolima, che si trova in una parte dell’ex area Alce. «Chiediamo rispetto per noi e per il torrente – prosegue Carpita – anche le persone che navigano il fiume hanno bisogno di un passaggio, non solo i pesci.

Siamo mobilitati, appoggiati dal comitato “Salviamo la Lima”, e non ci fermeremo. Si fa un gran parlare di fruizione del fiume, della balneabilità, e noi portiamo centinaia di persone sul posto, in Val di Lima, ogni settimana. Andremo avanti. Si va a costruire una ulteriore diga: è vero che quella che c’era era in pessime condizioni, ma bisogna pensare a tutta la continuità del tracciato fluviale». —

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