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Lucca aspetta il "suo" Jacobs

Caturegli: "Presto l'inaugurazione dell'impianto. Ha promesso che verrà"

LUCCA. I dirigenti della Virtus Lucca incrociano le dita per avere Marcell Jacobs all’inaugurazione del nuovo impianto sportivo di via delle Tagliate. Il 25 e 26 settembre, quando, in una due giorni di gare, entrerà in funzione la nuova pista di atletica (di colore azzurro) del “Moreno Martini” sperano di accogliere il neo campione olimpico, che dal 2012 è tesserato con la società di atletica lucchese.

L’85enne presidente della Virtus, Ferdinando Caturegli, ha l’entusiasmo di un ragazzino: «Quanto sono contento da uno a dieci? Venti, trenta, quaranta. Abbiamo creduto in lui sin da quando l’Atletica Brescia ci ha chiesto di farlo allenare da noi. Grazie a lui un anno siamo arrivati settimi nella serie A Oro. Era un po’ fragile per il lungo e l’allenatore che l’ha portato alle Fiamme Oro, Paolo Camossi, l’ha fatto virare verso la corsa. Ma è una grande soddisfazione per noi. Marcell si è allenato per anni con la Virtus, ha partecipato alle feste sociali di fine anno. Ha mantenuto un ottimo rapporto con Matteo (Martinelli, il direttore tecnico che l’ha portato a Lucca, ndr) e alla fine questo successo, sì, lo sentiamo anche un po’nostro».


Caturegli è uomo di sport: «La Virtus è il mio mondo da 40 anni, personalmente pratico atletica da quando avevo dodici anni. È un anno particolare per l’atletica alle Olimpiadi. Se guardiamo gli atleti italiani, molti sono arrivati alle semifinali. È una svolta per una disciplina considerata la bestia nera dello sport italiano. E pensare che c’è stato il Covid, gli impianti erano chiusi, gli atleti si allenavano nei campetti».

«È stata scritta una pagina storica dello sport italiano – commenta Matteo Martinelli – non solo della Virtus o dell’atletica. Abbiamo creduto in Marcell Jacobs dal primo momento, perché abbiamo saputo riconoscere in lui un talento. A quel tempo, l’allora ct azzurro preferì non convocarlo ai campionati del mondo Juniores a Barcellona e io invece, nonostante la sua specialità fosse il salto in lungo, ebbi il coraggio di schierarlo nella staffetta 4 x100 ai campionati italiani a Bressanone dove il quartetto centrò un bronzo storico e il miglior piazzamento di sempre nel campionato italiano assoluto della Virtus. Sono orgoglioso di aver alimentato la sua passione e di averlo incoraggiato in un momento delicato all’inizio della carriera. Ho agito – continua Martinelli – in linea con il nostro modo di lavorare sui giovani, con attenzione e sensibilità. Alla gara di Bressanone è arrivato in macchina con me, mia moglie e la primogenita delle mie due figlie. Siamo passati a prenderlo all’uscita di un casello autostradale».

«Nel 2014 – continua - passando alle Fiamme Oro Padova ha dato inizio a un fantastico percorso sotto la guida attenta del tecnico Paolo Camossi, ma Jacobs ha sempre continuato a gareggiare per la Virtus nei campionati di società, presenziando alle feste sociali e raggiungendo la squadra anche quando era impossibilitato a gareggiare perché infortunato. È un ragazzo che sa farsi voler bene e sa farsi apprezzare anche fuori dalla pista per le sue qualità umane. Siamo rimasti legati a lui e alla mamma Viviana da una profonda amicizia e da una grandissima stima. Come società abbiamo sempre preferito rimanere un passo indietro, quasi in disparte, in linea con la nostra filosofia societaria ed è così anche oggi in cui il palcoscenico è e deve essere tutto di Marcell e del suo allenatore».

Marcell verrà presto in città, anche il Comune sta lavorando con la Virtus tramite l’assessore allo sport Stefano Ragghianti. È una felicità trasversale, una medaglia arrivata a Tokyo ma partita dal campo scuola Martini di Lucca. —


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