A Lucca boom delle vaccinazioni covid

Nelle ultime settimane somministrazioni in aumento soprattutto tra i giovani

LUCCA. Vaccini, la campagna è entrata nel vivo e punta forte sull’immunizzazione dei giovani. I numeri non sono tutto, ma a saperli leggere qualcosa dicono. Raccontano ad esempio, che tra fine giugno e i primi di luglio, quando il virus sembrava ormai sconfitto la campagna vaccinale aveva una fase di stanca anche nella Piana di Lucca: dalle 8mila somministrazioni settimanali (tra prime e seconde dosi) si era scesi a poco più di seimila. Poi i contagi hanno ripreso ad aumentare in maniera significativa, si è capito che il pericolo era tutt’altro che scampato e così la campagna ha ripreso a correre veloce soprattutto per immunizzare le fasce d’età che in questi prodromi di quarta ondata sono le più colpite. Ovvero i giovani. Basti pensare che in provincia di Lucca anche ieri più del 60 per cento dei nuovi contagiati ha meno di 34 anni e il 76 per cento meno di 50. Così è tornata la paura e le somministrazioni hanno ripreso a crescere: 11 mila la settimana scorsa e, se i dati dei primi giorni saranno confermati, 12mila questa.

«Sono in aumento – conferma il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto della Piana di Lucca –. La scorsa settimana è stata rifatta tutta la programmazione perché c’è stata comunicata una fornitura aggiuntiva settimanale di 13mila dosi di Moderna a livello di Asl nord ovest che andrà avanti fino a settembre. Circa un 12 per cento è destinato a Lucca. Un dato non trascurabile anche perché pochi giorni fa l’Ema e Aifa hanno dato il via libera alla somministrazione di Moderna nei soggetti con meno di 18 anni, per cui potremo impiegare molte di queste forniture anche sulla fascia di età 12-19 anni che è ancora la più scoperta (solo il 20,3 per cento ha avuto la prima dose, ndr). Grazie a queste forniture viaggiamo stabilmente tra le 1.600 e le 1.800 somministrazioni giornaliere. Il 29 luglio siamo arrivati sopra le 1.900».


Tra le novità c’è anche la circolare del 21 luglio che ha stabilito la possibilità, per chi ha avuto il Covid negli ultimi 12 mesi, di fare una sola somministrazione di vaccino. Il problema è che chi aveva fatto la prima dose prima della circolare ha già fissato l’appuntamento per la seconda e il green pass ha scadenza fissata proprio nel giorno della seconda dose. Come ci si deve comportare in questi casi? «Il sistema del ministero dovrebbe aggiornare da solo la scadenza del green pass – spiega Rossi – ma qualora tutto ciò non dovesse avvenire nel giro di qualche giorno, consiglio a chi ha già l’appuntamento per la seconda dose di presentarsi a Campo di Marte e di interfacciarsi con il personale sanitario che a quel punto potrà inserire i nuovi dati sul sistema».

Con l’aumento dei casi e l’obbligatorietà dal 6 agosto del green pass per fare numerose attività, crescerà anche la richiesta di tamponi (che valgono come una sorta di green pass di “48 ore” per chi non è vaccinato). C’è il rischio che le richieste per le nuove diagnosi e le eventuali guarigioni vadano a sommarsi a quelle di chi non è vaccinato ma per lavoro ha necessità di spostarsi o di partecipare ad eventi per i quali è necessario presentare un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

«Il rischio c’è – conferma Rossi –. Attualmente il numero dei tamponi è ancora contenuto, sono in aumento ma ben lontani dai 500 al giorno a cui siamo arrivati durante le fasi di picco pandemico. Certo, andranno ad aumentare e sarebbe giusto pensare a una corsia privilegiata per garantire tempi rapidi a chi è un sospetto caso di Covid o a chi deve verificare la guarigione». —

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