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Jacobs, la Virtus Lucca da cui tutto è partito: "È il nostro portacolori, lo aspettiamo ai campionati nazionali"

Gioia immensa in casa Virtus Lucca per il trionfo di Jacobs nei 100 metri. Il direttore tecnico Martinelli: mi sono messaggiato con mamma Viviana fino alle semifinali. Il suo cuore d'oro era un buon presagio

LUCCA. "Ho visto la sua faccia dopo la squalifica del britannico Hughes, nella corsia 3, alla sua destra. Marcell era rilassato, sereno. Guardava gli spettatori come un bambino che per la prima volta sale sulle giostre. La mia attenzione - racconta Matteo Martinelli, direttore tecnico della Virtus Lucca, per cui Jacobs è tesserato -  è rimasta sempre puntata su di lui, non so dire che gara abbiano fatto gli altri, ma in quei momenti ho capito che Marcell avrebbe fatto qualcosa di grande".

Martinelli risponde a una telefonata dopo l'altra: "Ho smesso di piangere dopo un'ora". Lamont Marcell Jacobs, 26 anni, neo campione olimpico nel 100 metri con il tempo di 9,80", corre con la maglia della Virtus nelle competizioni nazionali a squadre. C'è il lasciapassare della Federazione italiana di atletica, che riconosce alle società dilettantistiche la possibilità di utilizzare un atleta tesserato con un club militare (in questo caso le Fiamme Oro) nelle competizioni nazionali.

E ora? Il direttore tecnico della società lucchese sa che il successo del campione italo-americano (naturalizzato italiano) aprirà le porte a un boom di iscrizioni. E la Virtus "già a settembre dello scorso anno ha fatto il pieno di tesserati. Abbiamo più di 500 iscritti. Ma - assicura Martinelli - non lasceremo indietro nessuno. Abbiamo un impianto nuovo, una splendida pista. Vogliamo che l'atletica sia un punto di riferimento per lo sport lucchese. Auspichiamo il ripescaggio della Lucchese, il buon andamento del basket femminile.  Speriamo che questo sia il punto di partenza per una rinascita complessiva dello sport in provincia".

La società presieduta da Ferdinando Caturegli (vicepresidenti Sergio Martinelli e Roberto Marietti) si coccola il suo golden boy, consapevole di rivestire un ruolo importante nella vita sportiva di Marcell Jacobs. "E' arrivato alla Virtus nel 2012 - racconta Martinelli - grazie a un buon rapporto personale tra me il presidente dell'Atletica Brescia. In quell'anno loro portavano avanti solo il settore femminile e ci appoggiarono gli atleti maschi più forti, tra cui Jacobs. Capimmo subito che era un talento, perché nel febbraio 2013, ai campionati Juniores di salto in lungo, conquistò la medaglia d'oro e il record italiano che resisteva da 40 anni, dai tempi di Alberigo Papa, con la misura di 7,65. La sua impresa, e soprattutto la sua capacità di apprendere e provare anche la corsa breve, valsero il passaggio alle Fiamme Oro, che come Virtus agevolammo senza chiedere un euro del cartellino. Logicamente, non potendo le società dilettantistiche competere con i club militari, la Fidal ci riconosce la possibilità di "utilizzarli" nelle competizioni nazionali a squadre". Jacobs, infatti, dal 2014, ha sempre partecipato ai campionati italiani con la maglia della Virtus Lucca, dando una mano nella conquista di un posto del team nella serie A Oro.

"Se lo vorrà - afferma il direttore tecnico - niente vieta che ai prossimi campionati di Caorle, il 18 e 19 settembre, gareggi nei 100 metri con la maglia della Virtus".

Martinelli ha un ottimo rapporto con la mamma di Marcell, Viviana Masini, che gestisce un albergo a Desenzano. Il padre, un ex marine americano di stanza a Vicenza, si è da tempo separato dalla moglie è vive negli States. "Passerò le ferie a Ferragosto, con la mia famiglia, nell'albergo di Viviana - spiega Martinelli - Sino alle semifinali ci siamo messaggiati. Poi, come avevamo stabilito durante gli Europei, abbiamo smesso per ragioni puramente scaramantiche. Dopo la vittoria in batteria e il record italiano di 9,95", Viviana mi ha inviato un cuore d'oro. Non rosso, d'oro. Se lo sentiva".

Una giornata storica per lo sport italiano, che fino a domenica primo agosto si crucciava dei soli due ori alle Olimpiadi giapponesi: "Marcell è un  ragazzo generoso e altruista. Sono sicuro che la vittoria quasi in contemporanea di Tamberi nell'alto lo abbia gasato ancora di più, rendendo il successo più agevole".

Effettivamente, quanta scioltezza sembrava esserci nella falcata di questo ragazzone che metteva in fila De Grasse e Kerley: 15 centesimi di secondo in meno tra batteria e finale. Un record che era lì, nascosto per alcuni mesi nell'attesa di esplodere al momento giusto. "Quello che ha frenato fino allo scorso anno Marcell era un approccio sbagliato ai grandi appuntamenti. Il suo allenatore Paolo Camossi e l'affiancamento di un mental coach, dal 2020, sono stati fondamentali". E' tutto partito con il record e il primato agli Europei indoor, e mentre l'attesa per Filippo Tortu si smorzava per i guai fisici del campioncino sardo, saliva quella per un italo-americano che si sente italiano a tutti gli effetti, parla in dialetto lombardo e ha chiesto con grandi gesti che qualcuno gli lanciasse una bandiera tricolore dopo la vittoria. Per poi abbracciarsi con Tamberi. "Nessuno, dai 40 anni in giù, si ricorda una vittoria italiana nella corsa alle Olimpiadi. Questo - conclude Martinelli - è un punto di partenza. E' una giornata storica".

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