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Ratti dal canale: uno trovato in un negozio

La parrucchiera Daniela Brunini indica il punto da cui è entrato il ratto (foto Fiorenzo Sernacchioli)

Lucca, è successo a una parrucchiera. Il problema nasce dal fosso Benassai, rimasto scoperto dopo il crollo della pista ciclabile

LUCCA. Da quando il canale Benassai è scoperto per un tratto, causa crollo della copertura (la fu pista ciclabile) a San Concordio è scattato l’allarme topi. Più che topi: ratti, quelli che albergano e crescono nelle fogne. “Pantegane”, per dirlo con il termine più in uso ai lucchesi. Ne sa qualcosa Daniela Brunini, titolare del salone di parrucchiera in via Puccetti al civico 28, traversa di viale San Concordio. La porta sul retro del suo negozio si affaccia sul tratto scoperto del canale. «Il 15 giugno abbiamo festeggiato i sessant’anni del nostro negozio – spiega Daniela Brunini –. Lo ha fondato mia madre e io ci lavoro da quarant’anni: mai mi era capitato di trovare un ratto entrato dalla parte del canale, purtroppo la porta sul retro confina con la voragine. Lasciando il fosso aperto, la gente ci lancia anche i sacchetti della spazzatura e i topi proliferano. E noi dobbiamo farne le spese. Non solo la mia attività, ma anche il bar, il forno, la sartoria. Se va avanti così, saremo costretti a chiudere i negozi. Il Comune si deve attivare per fare subito la derattizzazione».

Derattizzare è l’intervento più urgente ma il problema di fondo, come spiega Gennaro Aimone, titolare del Planet Cafè sul viale San Concordio è la prospettiva: quella che si apre dopo la prescrizione firmata dalla Soprintendenza il 23 luglio e inviata al Comune in cui lo obbliga a tenere il canale aperto per trenta metri, a non ricoprirlo più, per il suo interesse storico. Ma attività economiche e cittadini fin da subito hanno protestato: il fosso va chiuso, dice la maggioranza di chi abita e lavora a San Concordio. Non il comitato che lì è nato, che invece perora la causa dell’interesse storico. «Dove c’è il canale aperto – spiega anche Aimone – si vedono escrementi di topo. Non si erano mai visti. E guardando al futuro, se il canale rimarrà aperto, cosa ci aspetta? Ci butteranno sacchetti, mozziconi di sigaretta. A che serve questo canale aperto? Vediamo se la Soprintendenza ci ripenserà, altrimenti faremo valere le nostre ragioni in ogni modo».


Interviene anche Confcommercio, con Charles Di Benedetto, presidente della commissione Città di Lucca: «Abbiamo appreso con rammarico – dice –che un ratto di grosse dimensioni è uscito dal canale, nel tratto scoperto, per poi introdursi nel negozio di parrucchiera. L’episodio è l’ulteriore conferma di quanti rischi di natura igienico sanitaria comporti tenere un fosso scoperto. Lo dicono i commercianti della zona e lo ribadiamo anche noi; riaprire un tratto di trenta metri del canale Benassai in una zona così urbanizzata creerebbe grossi problemi sanitari. Senza dimenticare le questioni legate a viabilità e sosta».

La commissione Città di Lucca «si è subito interessata alla vicenda di San Concordio, sin subito dopo il crollo di maggio – aggiunge –. Abbiamo partecipato a incontri con l’assessore Francesco Raspini per conoscere tempi e iter dei lavori di risistemazione. La prescrizione della Soprintendenza, se confermata, andrebbe a sommare gravi problemi a una situazione già complessa. Per questo ribadiamo l’invito alla soprintendente Angela Acordon affinché apra al più presto un confronto con la città e in particolare con San Concordio. Fra i commercianti c’è tanta preoccupazione. E chi guida certe istituzioni non può continuare a ignorarla». —

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