Contributi regionali per imprese montane

Puppa (Pd): «Trentamila euro per avviare un’attività e quindicimila per chi si impegna a mantenerla aperta» 

CASTELNUOVO. Una proposta di legge regionale per le imprese della montagna, con 30.000 euro in cinque anni per chi deciderà di avviare una nuova attività e 15.000 euro in cinque anni per chi invece la mantiene aperta. È questo il progetto “Custodi della Montagna” che ieri il consigliere regionale Mario Puppa, assieme al capogruppo consiliare del Pd, ha presentato con una proposta di legge che porterà, una volta approvata dal consiglio, ad un bando nel 2022. Per territori della montagna si intende sopra i 600 metri di altezza e quindi la norma andrà ad interessare tutti i comuni della Valle del Serchio.

«È una legge che sarà utile per frenare lo spopolamento dei territori montani e per rivitalizzarne il tessuto sociale ed economico dei territori montani», commenta Puppa. Il contributo, a fondo perduto, interesserà tutte le attività che promuovano animazione e attrattività nei territori dei comuni montani mediante l’apertura di nuove attività produttive, la creazione di nuove imprese o la riorganizzazione di attività già esistenti.


Per garantire che anche le attività agricole possano in buona parte rispondere a tale requisito è stata introdotta una specifica disposizione che impone che almeno il cinquanta per cento dei terreni oggetto dell’attività contribuita sia effettivamente localizzata a tale altitudine. «È una proposta di legge che ho elaborato assieme al collega Vincenzo Ceccarelli e che riguarda da vicino quella che è la mia terra ovvero la Valle del Serchio – spiega Puppa, – una norma che potrà creare opportunità di lavoro. Credo sia innovativa e soprattutto è sostenibile. Anche in fase di apertura di una nuova impresa, questo contributo è un aiuto che può essere importante ma lascia la necessità di un impegno importante da parte dell’imprenditore. Il bando sarà attivo il prossimo anno e vedremo quali saranno i vari criteri, sarà importante il livello occupazionale. Arginare lo spopolamento è l’elemento principale, vogliamo attivare meccanismi di imprese in territori difficili e così avremo anche presidio del territorio, cura ed anche un paesaggio che rende uniche le nostre zone».

Si potrà anche ottenere un’ulteriore somma, pari al venti per cento del contributo, per lo svolgimento di attività di gestione attiva del bosco, cura del territorio e svolgimento di attività sociali a favore della comunità locale. Tali azioni saranno disciplinate da apposita convenzione, denominata “Patto di comunità”, predisposta dai Comuni.

«Un ulteriore incentivo per servizi a cura del territorio – chiude Puppa – infine, alle piccole e micro imprese artigianali e commerciali esistenti, diamo la possibilità di accedere ad un bando per avere 15mila euro in cinque anni sempre chiedendo l’impegno previsto dal “Patto di comunità”». —

Luca Dini

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