Chiese, si restaura San Michele

La Fondazione Crl coprirà i costi dell’opera. Intanto sono stati stanziati centomila euro

LUCCA. Una chiesa di San Michele rinnovata, in grado di migliorare anche l’immagine della città. È il progetto di recupero dell’edificio religioso più visitato di Lucca, fulcro tra gli antichi Cardo e Decumano e per secoli luogo di socialità e trattative fra i mercanti, presto oggetto di un restauro per consentirgli di tornare agli antichi splendori. «Il rinnovamento, però – precisa don Lucio Malanca, parroco del centro storico – va ben oltre il restauro dell’edificio, poiché bisogna pensare cosa esso ha rappresentato nel tempo per la città e i suoi abitanti, sia dal punto di vista religioso che sociale».

«Proprio nel mezzo del lockdown – racconta don Malanca – quando tutto era fermo e si respirava un clima di paura e incertezza, è nata l’idea di dare un segno tangibile di rinascita, non solo alla chiesa come edificio religioso, ma anche alla spiritualità della comunità che da sempre gli ruota intorno, per indicare la ripartenza dopo uno dei periodi più neri della storia. Abbiamo così affrontato il discorso con la Fondazione Cassa di Risparmio, molto sensibile al benessere dei luoghi simbolo della religione cattolica, la quale è stata immediatamente favorevole ai nostri propositi, offrendo piena collaborazione».

Di lì a poco è partita l’indagine per quantificare l’entità dei lavori di restauro «da eseguire nel rispetto della storia sociale e architettonica dell’edificio e in tempi limitati che escludano cantieri troppo lunghi», dice l’architetto Marco Mei –. In realtà, l’opera di monitoraggio della struttura era partita il 25 aprile 2020 con il sopralluogo di professionisti e l’utilizzo di un drone che ci ha permesso di stabilire le criticità dell’edificio, che non versa in condizioni di pericolo, ma necessita di una bella rinfrescata per tornare a brillare come e meglio di prima». L’ultimo restauro, fa sapere don Lucio, risale al 1868 con il recupero della facciata e degli interni della chiesa. Tra gli anni Settanta e Ottanta i lavori al presbiterio della chiesa permisero di riportare alla luce la cripta sotto il coro dell’abside e dieci anni dopo fu ripristinato il tetto che adesso deve essere riaggiustato. Il piano di recupero attuale prevede la ripulitura completa dei paramenti murari interni ed esterni della chiesa, ma anche il restauro degli arredi e dell’organo. Poi c’è il campanile, nel Medioevo fu utilizzato come torre civica per segnalare l’ora, che presto potrebbe diventare accessibile al pubblico. Impossibile quantificare i tempi per portare a termine i lavori, né si conosce l’entità dei costi.

Di certo si sa che il cantiere non andrà oltre alcuni mesi e che la Fondazione Crl ha già stanziato i primi 100.000 euro «spesi molto bene – commenta il presidente Marcello Bertocchini – perché permetteranno alla chiesa di ritrovare il suo fascino, grazie anche all’impiego di maestranze locali, cui affideremo i lavori». Per l’arcivescovo Paolo Giulietti «non tutte le chiese sono uguali e San Michele riveste particolare significato storico, sociale, culturale e spirituale. Rientra nell’asse delle Vie Micaeliche italiane e francesi, per i pellegrinaggi nei luoghi di San Michele». —

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