Ghivizzano, un vero bagno di folla per Giovanni Di Lorenzo

Centinaia di persone per la festa in piazza organizzata da Comune e parrocchia in onore del neo campione europeo di calcio

GHIVIZZANO. Bagno di folla a Ghivizzano, e un piatto d’argento come ricordo, per il neo campione azzurro Giovanni Di Lorenzo, terzino della Nazionale che l’11 luglio ha conquistato Wembley – battendo gli inglesi – e la sua seconda Eurocoppa a distanza di 53 anni dalla prima.


Piazza IV Novembre affollata di tifosi (massimo 600 quelli ammessi, per disposizione del sindaco Marco Remaschi) in una serata fortemente voluta dal Comune per celebrare il suo campione. Quel ragazzino, cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Lucchese come attaccante (era soprannominato Batigol) e poi partito a 15 anni per Reggio Calabria, dove ha esordito in serie B nel 2011. È stato l’allenatore del Matera Pasquale Padalino a trasformarlo in un terzino, ruolo che ha mantenuto nel proseguio della carriera. Con l’Empoli ha esordito in serie A, poi il grande salto al Napoli nel 2019, dove ha trovato come allenatore Rino Gattuso. Roberto Mancini l’ha fatto entrare nel giro della Nazionale e l’infortunio di Florenzi gli ha aperto le porte dell’Europeo, che ha giocato da protagonista fino alla sfida contro l’Inghilterra.

Tutta la famiglia di Di Lorenzo era in piazza (i genitori Vincenzo e Sonia, il fratello Diego, la compagna Clarissa), tanti compaesani e tifosi da tutta la Valle. Di Lorenzo non ha mai nascosto l’attaccamento al suo paese natale, dove tuttora ha la residenza. Lo ha accolto una folla plaudente e sul palco un sindaco Remaschi visibilmente orgoglioso. Di Lorenzo – 28 anni il prossimo 4 agosto – ha ripercorso le tappe della sua carriera raccontando la sua esperienza di giocatore, dagli esordi all’arrivo a Napoli. Fino al trionfale cammino azzurro che ha portato alla vittoria di Wembley, con un’Inghilterra data per favorita e che da giorni continuava a ripetersi “It’s coming home”. Sappiamo tutti com’è andata a finire. Ci sono tatuaggi fatti prima che devono essere dolorosamente cancellati e molti, a latitudini più meridionali, disegnati sulla pelle dal 12 luglio in poi.