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L'appello dei sindaci lucchesi ai cittadini: «Vaccinatevi»

Un paziente si fa somministrare il vaccino anti-coronavirus da un operatore sanitario

Sono 140 le strutture dove si fanno le dosi ma la campagna è in una fase di stanca: si punta a un'accelerazione nella somministrazione delle dosi

LUCCA. I contagi tornano a crescere e i sindaci fanno appello alla popolazione: «Vaccinatevi». Del resto i luoghi per farlo non mancano: tra Lucca e i Comuni della Piana sono 140 le strutture in cui ci somministrano le dosi. Medici di famiglia, farmacie, centri sanitari, misericordie, strutture messe a disposizione le vaccinazioni aziendali. E poi l’ufficio sanitario della questura per le forze dell’ordine e ovviamente il San Luca e il Campo di Marte che di lunga il primo con 66.152 prime dosi e 35.007 seconde dosi.

Nel padiglione A è stato somministrato il 73,2 per cento delle dosi. Seguono il centro sanitario di Capannori, il San Luca la Misericordia di Montecarlo al servizio di Confindustria, la questura. Il resto della torta se lo dividono gli ambulatori medici, tra cui primeggia quello di Borgo Giannotti, mentre a Rsa e farmacie restano le briciole. Ovviamente ci sono differenziazioni per età e categoria ma ormai chi vuole vaccinarsi ha in qualche modo la possibilità di scegliere. Eppure nell’ultimo mese le vaccinazioni hanno subito un rallentamento: dopo aver sfiorato le 9mila somministrazioni settimanali (tra prime e seconde dosi) a metà giugno, nelle ultime settimane c’è stato un netto calo: 7.686 da martedì 29 giugno a lunedì 5 luglio e ancora meno, 6.441, nella settimana dal 6 al 12 luglio. Negli ultimi sette giorni c’è stata una ripresa (8.178) ma in generale la campagna sembra in fase di stanca.

Un po’ perché il calo dei contagi di giugno e la bella stagione hanno indotto molte persone a non considerare la vaccinazione prioritaria. Tant’è che in molti tra coloro che avevano la prima dose prenotata ai primi di luglio, hanno chiesto di rimandare per non fare la seconda a metà agosto in tempo di ferie. Ma non è il momento del relax e anzi occorre tenere alta la guardia visto che anche sul nostro territorio i casi aumentano. Ieri in provincia di Lucca erano 49. Per trovare un valore più alto bisogna tornare al 9 di maggio (50). I nuovi casi sono così distribuiti: Piana 27 (dieci Capannori; 16 Lucca; uno Porcari) Valle sei (due Borgo a Mozzano; tre Careggine; 1 Castelnuovo); 16 in Versilia. Cala invece il numero dei ricoverati al San Luca: da sei siamo passati a quattro, di cui uno in terapia intensiva.


Visto il trend preoccupante i sindaci della conferenza zonale della Piana inviano un appello alla popolazione: «È bastato sciogliere i vincoli che hanno gravato sulla vita di tutti noi da oltre un anno, per vedere di nuovo crescere i contagi – si legge nella lettera aperta – L'epidemia Covid sembra una storia infinita con alternanza di momenti di fiducia a momenti in cui le prospettive si fanno più cupe. Di questo passo, col crescere dei contagi, a ottobre saremo alle solite limitazioni. Eppure il rimedio lo conosciamo. È la vaccinazione estesa al massimo grado, in modo da raggiungere il livello di immunità diffusa che non consenta più al virus di riprodursi su vasta scala. Alcuni dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità, riferiti agli ultimi trenta giorni sono indicativi. Chi è vaccinato con una dose ha un'immunità accertata di oltre il 70%; con due dosi è immune nell'88% dei casi. Il vaccino aiuta a prevenire il ricovero ospedaliero nell'80,4% dei casi già con una dose: col ciclo completo la copertura sale al 94,6%. La prevenzione dei ricoveri in terapia intensiva raggiunge percentuali ancora più alte. Con una dose di vaccino si evita la morte nel 79% dei casi. Col ciclo completo la percentuale sale al 95,8%. Sono dati che parlano da soli. Dalla Gran Bretagna sappiamo inoltre che la vaccinazione è in grado di contenere anche la cosiddetta "variante Delta"».

«Se vogliamo definitivamente debellare il virus Covid – proseguono i sindaci – pur con tutti i suoi mutamenti, l'unico modo è vaccinarsi. Mentre all'inizio della campagna di vaccinazione le dosi mancavano, a fronte di una vasta richiesta, ad oggi siamo nella condizione contraria: le dosi ci sono, manca troppo spesso la volontà di vaccinarsi, anche tra coloro che hanno superato i 60 anni di età e si trovano quindi in una condizione di maggior pericolo. Nel nostro ruolo di sindaci, come responsabili della salute pubblica, invitiamo ognuno ad assumere la responsabilità della vaccinazione: responsabilità nei confronti di sé stessi e degli altri. La libertà di scelta che da molti – ancora troppi – viene invocata, può incidere pesantemente sulla vita degli altri». —

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