Contenuto riservato agli abbonati

Liste d’attesa, aumentano gli esami affidati ai privati

Asl paga le strutture accreditate: in due mesi devono fare 300 eco e Tac in più

LUCCA. Liste d’attesa infinite, l’Asl corre ai ripari e si affida ancor di più ai privati: nei prossimi due mesi dovranno farsi carico di oltre 300 prestazioni aggiuntive rispetto a quelle che già hanno, comprese le ecografie sui malati oncologici. Ma tra i vari territori dell’azienda Lucca è quello su cui arrivano meno risorse e molte prestazioni restano escluse (mammografie, risonanze magnetiche su tutte), tant’è che gli stessi sindacati di categoria chiedono spiegazioni all’Asl. Ma andiamo con ordine.

La pandemia non ha fatto danno solo alle persone direttamente colpite dal Covid, ma anche ai cosiddetti “pazienti ordinari” che nei mesi più caldi dell’emergenza sanitaria hanno dovuto rinunciare a esami diagnostici, visite specialistiche ed interventi programmati perché le strutture erano oberate a causa del virus. Una mole enorme di prestazioni è svanita nel nulla: nella sola Piana di Lucca nel 2020 sono state effettuate ben 71mila prestazioni in meno. Nello specifico: 996 interventi chirurgici, 2.736 ricoveri “no-Covid”, 28.229 visite, 39.002 esami. Ora questa mole di attività sanitaria dovrà essere recuperata e andrà a gravare sulle liste d’attesa che già ora appaiono in difficoltà e ancora di più lo saranno in autunno. Qualche esempio: ieri al Cup la prima disponibilità per una mammografia bilaterale era per il 5 gennaio 2023 a Campo di Marte, ovvero tra 533 giorni. Per altri esami la cosa è andata anche peggio: per ecografie bilaterale, risonanza magnetica della colonna vertebrale o dell’encefalo non c’era nessuna disponibilità in tutta l’Asl nord ovest.


Vista la mala parata, l’Asl ha deciso di incrementare il budget da destinare alle strutture private accreditate per far svolgere loro parte delle prestazioni che non riesce ad accollarsi in tempi accettabili. Per intenderci a esternalizzato ancor di più alcuni servizi. Per il cittadino non cambia niente: al momento in cui prenota l’esame al Cup, invece, di essere indirizzato al San Luca o a Campo di Marte viene mandato a Santa Zita, alla clinica Barbantini, al Check Up o al centro Medico Martini. La delibera autorizzativa dell’Asl spiega che «l’erogazione delle prestazioni autorizzate con il presente atto risulta assolutamente urgente e dovrà avvenire nei prossimi due mesi». E aggiunge: «Considerato che stante l’urgenza di provvedere non è possibile procedere con una manifestazione di interesse che richiede tempi di assegnazione ben più lunghi». Le prestazioni aggiuntive, dunque vengono ripartite tra i soggetti già accreditati in precedenza. Barbantini, Check Up, Santa Zita e Martini si dividono in parti uguali 10.125 euro per erogare dal 22 luglio al 22 settembre 225 ecografie nei confronti dei pazienti del Cord, il centro oncologico di riferimento dipartimentale. La struttura che segue le persone che si sono ammalate di tumore. Ci sono poi un’altra novantina di euro che le stesse strutture (esclusa Santa Zita) si divideranno per effettuare una novantina di Tac con liquido di contrasto (10.800 euro).

Bene, ma non benissimo. Dei 633mila euro stanziati dall’Asl per queste prestazioni aggiuntive a Lucca ne arrivano poco più di 20mila mentre per le strutture private di altri territori i budget sono ben più cospicui: a Livorno 128.475, a Massa-Versilia 115.650 (a cui si aggiungono altri 99.225 euro specifici per Massa e 20.925 per la Versilia), zona delle Valli etrusche-Cecina 144.675, zona Valli etrusche-Piombino 103.950. E non solo per Tac ed ecografie ma anche per le risonanze.

Una distribuzione delle risorse che non ha convinto le strutture del territorio a fronte del fatto che il problema delle liste d’attesa è ben presente anche a Lucca, come testimoniato di recente da alcuni articoli del Tirreno. «A livello sindacale abbiamo inviato una lettera all’Asl per chiedere spiegazioni – spiega Stefano Santi, rappresentante lucchese di Assosanità Confesercenti – L’azienda sta varando un piano di recupero delle prestazioni rimaste indietro nel 2020 a causa del Covid e noi abbiamo dato la disponibilità anche per altri tipi di esami ma ci sono state affidate solo ecografie e Tac». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA