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Lettere di diffida ai non vaccinati, ma ancora nessuna sospensione

Più di 3.800 le comunicazioni ai lavoratori della sanità, ma in 1.500 hanno inviato la giustificazione

LUCCA. Asl in pressing sul personale sanitario non vaccinato. Al momento nessuna sospensione è stata erogata dall’azienda ma resta uno zoccolo duro di operatori che ancora non si sono decisi a fare il vaccino e ora rischiano il demansionamento se non addirittura la sospensione, che comporterebbe la perdita dello stipendio almeno fino alla fine dell’anno. L’Asl nord ovest ha inviato già 3.800 ai propri dipendenti ma anche ai liberi professionisti, ai dipendenti delle strutture private, ai farmacisti e a tutti coloro che possono essere inquadrati come lavoratori della sanità. Alla diffida dell’Asl – che dava cinque giorni di tempo per fornire la prenotazione dell’appuntamento o il certificato di esenzione o differimento dal vaccino per motivi di salute – hanno già risposto in 1.500, evidentemente fornendo una giustificazione. Ma ci sono altre lettere che l’azienda deve ancora inviare: a quanto risulta sono 6.608 i nominativi non in regola con gli obblighi vaccinali. Sono stati scoperti attraverso l’incrocio dei dati con gli elenchi forniti dagli ordini professionali. Ma di questi irregolari quasi 5mila non sono dipendenti pubblici. Sul territorio dell’Asl nord ovest al momento i non vaccinati sono 774 sulla Piana e 176 in Valle. Una commissione di valutazione si occuperà di vagliare le richieste di omissione o differimento, mentre chi non risponde riceverà un ulteriore invito a vaccinarsi e se anche in questo caso non assolverà all’obbligo l’azienda procederà all’accertamento dell’inosservanza comunicando la sospensione al diretto interessato, al datore di lavoro e all’eventuale ordine professionale.

Al momento, come detto, non è ancora stato preso alcun provvedimento nei confronti dei “non vaccinati”, come conferma il presidente dell’Ordine dei medici di Lucca, Umberto Quiriconi: «Non abbiamo ricevuto comunicazione alcuna da parte dell’azienda sanitaria – spiega – È bene precisare che un eventuale provvedimento di sospensione viene preso direttamente dall’Asl in quanto autorità responsabile della salute pubblica. Viene poi comunicato agli Ordini, che lo annotano nei propri fascicoli. I liberi professionisti? Verranno anch’essi sospesi attraverso un provvedimento dell’Asl. Ho sollevato la questione alla Federazione nazionale dell’Ordine dei medici e mi è stata data questa risposta. Provvedimento esagerato? Non credo. In questo momento è importante che il maggior numero di persone si vaccini contro il Covid e il personale sanitario non può esimersi».


Il dottor Quiriconi fa il punto anche sulla campagna vaccinale segnalando un problema che finora non era emerso: «La vaccinazione di sessantenni e settantenni dai medici? È tutto fermo – dice –. Dopo una fornitura di 10-15 dosi a testa da giugno non abbiamo più ricevuto alcunché pertanto siamo fermi, anche se occorre dire che in quella fascia d’età sono davvero in pochi a non essere vaccinati». Il dottor Quiriconi, che si appresta ad affrontare le ultime settimane di lavoro per poi approdare alla meritata pensione, si esprime anche sulla questione del green pass: «Il principio mi sembra valido il problema è che ottenerlo non è semplice anche per chi ha già fatto le vaccinazioni. Mia moglie, ad esempio, si è vaccinata ad aprile e ancora non le è arrivato. Bisogna risolvere il problema». —

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