Uno sportello per i lavoratori licenziati: sono cinque i casi già seguiti dalla Cgil

Il segretario generale: «Non ci sono segnali di situazioni simili a quelle di Gianetti o di Gkn, ma siamo comunque in allerta»

LUCCA. «Abbiamo quattro appuntamenti con il nostro legale e una quinta persona che stiamo seguendo per un’altra vertenza». Dall’inizio del mese cinque lavoratori si sono rivolti all’ufficio vertenze della Cgil che, consapevole della potenziale bomba a tempo destinata a deflagrare nelle prossime settimane, ha deciso di riservare un pomeriggio la settimana ai lavoratori licenziati. Non sarà necessario rivolgersi al segretario di categoria, o telefonare al centralino per prendere un appuntamento. Basterà andare in via Luporini 1115/F, dalle 15 alle 18 del mercoledì, per parlare con l’ufficio vertenze.

«Abbiamo deciso – spiega Tiziana Gigli, referente dell’ufficio alla Camera del lavoro – di capire quante persone hanno ricevuto, o riceveranno, la lettera di licenziamento. E il modo più immediato, che accorcia i tempi anche per i lavoratori, era dedicare un pomeriggio, attraverso il nostro sportello di consulenza, a coloro che dovessero ricevere una lettera di licenziamento». Qui, prosegue, si potrà trovare il supporto degli addetti, che aiuteranno a individuare la presenza di illegittimità nella procedura. «Per esempio, ma è ancora troppo presto di parlare di un nuovo fenomeno, alcuni lavoratori sono venuti da noi dicendo che l’azienda li invita “caldamente” a rassegnare le dimissioni». Già lo scorso febbraio, ricorda Rossano Rossi, segretario generale della Cgil lucchese, secondo i dati Istat il numero di posti di lavoro andati perduti in Italia era di 945mila unità: «E ora, con la possibilità di licenziamento nel manifatturiero (eccetto che nelle confezioni) si apre un nuovo scenario di pericolo per i lavoratori».


Da giovedì primo luglio, per il settore dell’industria e delle costruzioni, è scaduto il divieto di licenziare per motivi economici.

La proroga del blocco sarà valida solo per le imprese del tessile, delle calzature e degli altri comparti della moda. Sono 13 le settimane aggiuntive di cassa integrazione gratuita concesse, non solo alle imprese che sono al centro delle grandi crisi di casa al Mise, ma anche a quelle che fanno riferimento a piccole e micro-vertenze locali.

«Lo sportello del mercoledì – precisa Rossi – continuerà per tutte le vertenze. Quella che diamo è un’occasione ai lavoratori estromessi dalle aziende in seguito allo sblocca-licenziamenti di entrare immediatamente in contatto con noi».

«Gianetti Ruote, Gkn – afferma Rossi – son o due esempi di storie aziendali che non dovevano proprio esserci visti gli ammortizzatori messi a disposizione dal Governo. Sono preoccupato, ma è un inasprimento iniziato già prima della pandemia e che vede il profitto e il guadagno calpestare i più elementari diritti. In un mercato già deregolamentato – in parte “grazie” anche al job act – lo sblocco dei licenziamenti non può che tenere i sindacati in allerta».

Poi una nota positiva. Lucca e il suo territorio – dalla Versilia, alla Piana alla Media Valle Garfagnana - non sembrano vivere al momento situazioni di crisi che facciano pensare a situazioni tipo Gianetti o Gkn. «Non abbiamo segnali specifici nei settori potenzialmente a rischio, anche se è vero che un imprenditore può sempre alzarsi al mattino e pensare di licenziare per delocalizzare. È su questo che il Governo dovrebbe lavorare, per impedire facili tentazioni». —

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