Danni alla vetrina di una gioielleria, identificata la giovane donna

La vetrina della gioielleria Pedonesi con il vetro incrinato dopo i colpi inferti dalla donna

Lucca, la famiglia è andata in questura e si dice pronta a risarcire il negozio di quanto causato dalla congiunta

LUCCA. «La famiglia della donna si è quest’oggi (ieri, ndr) spontaneamente recata negli uffici della questura per verificare e identificare la stessa nelle immagini mostrate dagli inquirenti».

Una volta avuta, come si pensava, la conferma che era lei la responsabile della tentata spaccata alla gioielleria Pedonesi, all’alba di venerdì, il primo passo è stato chiamare Vittorio Pedonesi e chiedere scusa. «Scuse che – afferma l’avvocata Eleonora Romani – la famiglia della donna, e la stessa, rivolgono pubblicamente ai titolari della gioielleria, che già in privato hanno contattato per definire la situazione risarcitoria. Pedonesi si è dimostrato una persona di estrema gentilezza e umanità».


Gli atti sono stati trasmessi alla procura. Sulla base del reato di cui sarà accusata la donna, si aprono due scenari. Se il reato fosse tentato furto aggravato uno scenario più delicato, ma non essendo stato rubato niente è probabile che l’accusa sia di danneggiamento, e il quel caso si procede a querela di parte. Pedonesi sembra intenzionato a non querelare, e a raggiungere un accordo transattivo con la famiglia. Un’azione che impedirebbe di fatto al pubblico ministero di esercitare l’azione penale.

Intorno alle cinque e mezzo di venerdì mattina è suonato l’allarme collegato al sistema di vigilanza della Vesuvio da Pedonesi. Giunta in via Fillungo, cuore commerciale del centro storico lucchese, la guardia giurata ha visto una griglia abbandonata sull’asfalto. Il vetro di uno dei due negozi (quello fashion, con orologi e gioielli a prezzi più abbordabili) era incrinato. Ma essendo blindato aveva resistito ai colpi inferti con la griglia.

La sorpresa c’è stata dopo, quando la polizia ha visionato le immagini della videocamera insieme a Vittorio Pedonesi, che ha aperto il primo negozio in via Fillungo nel 1978.

Si vede una donna, dall’età apparentemente giovane, arrivare in bicicletta da piazza Santa Maria, con un oggetto verticale di dimensioni piuttosto grandi legato sul portapacchi. La donna appoggia la bici al muro e prende l’oggetto. Arrivata di fronte alla vetrina di Pedonesi ha imbracciato la griglia con le due mani, l’ha alzata e ha iniziato a colpire la vetrina come se usasse una mazza da baseball. Sei volte in tutto, prima che l’allarme la convincesse a darsi alla fuga. «La donna – afferma l’avvocata Romani – è affidata alle amorevoli cure dei propri cari. Le sue condizioni di salute sono in corso di accertamento. Quando ha compiuto quel gesto era evidentemente sotto l’effetto di farmaci e non era cosciente delle proprie azioni. Azioni che – prosegue Romani – sono totalmente al di fuori della sua consuetudine e della sua volontà. Denotano una condizione di malessere, avulsa da qualsiasi intento criminale». —

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