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«Assi viari, il tracciato rigorosamente a raso»

Luca Menesini, sindaco di Capannori dal 2019 e presidente della Provincia

Menesini: liberare i paesi dai camion

Liberare i centri storici dal caos e dallo smog prodotto dalle migliaia di mezzi pesanti che attraversano ogni giorno la Piana. Era questa la promessa fatta da Luca Menesini (Pd) quando si era presentato per essere eletto per la seconda volta sindaco di Capannori, nel 2019. L’aver centrato il bersaglio al primo turno ha caricato l’amministratore di ulteriori responsabilità, a partire dal dare seguito al principale impegno preso. È quindi il momento di fare un primo bilancio, a metà mandato, nel momento in cui a Roma si riparla degli assi viari della Piana e si nomina il commissario, l’ingegner Eutimio Mucilli, che seguirà la realizzazione.

Sindaco, non ha mai nascosto le sue critiche al progetto di nuova viabilità calato dall’alto dai tecnici Anas, che hanno dimostrato di non conoscere a sufficienza un territorio massicciamente antropizzato. A che punto siamo nel processo che dovrebbe portare ai cantieri annunciati da più di una ventina di anni?

«Le nostre linee guida erano, e lo sono ancora di più oggi, la sostenibilità e il minimo impatto dei nuovi collegamenti. Le proposte di cui si discute non sono attualissime, è cambiato il modello di sviluppo e soprattutto è diventata una priorità a livello mondiale il rapporto uomo-ambiente. A maggior ragione il Comune di Capannori ha chiesto con forza modifiche a un progetto invasivo, per certi aspetti devastante, con terrapieni, ponti, cavalcavia. C’è chi ha applaudito a un tracciato del genere, apprezzando il fatto che, si propagandava, permetteva "di vedere dall’alto le bellezze della Piana". Peccato che non si sia pensato a chi stava sotto e si vedeva passare le strade sulla testa. Mi pare che oggi se ne siano resi conto tutti i soggetti interessati. Insistiamo allora sulla nostra posizione: no a peggioramenti dell’ambiente e del territorio e sforzo massimo per garantire la più ampia armonizzazione possibile. Il tracciato degli assi viari nella Piana dovrà essere rigorosamente a raso».

Da più parti si avanzano dubbi se abbia ancora senso procedere con la costruzione di nuove grandi strade in mezzo ai paesi.

«La priorità è la qualità della vita. I Tir, il traffico pesante e anche quello ordinario vanno allontanati di centri abitati. Ma a Roma devono accogliere le prescrizioni degli enti locali per un percorso sostenibile. Attendiamo di confrontarci con il commissario che valuterà come realizzare l’opera nella sua interezza. Non solo l’asse nord-sud, ma contemporaneamente anche quello est-ovest. Nel progetto preliminare si indica già oggi una ipsilon che porta il nuovo collegamento dalla rotonda di Marlia-Ponte a Moriano fino ad Antraccoli, per proseguire poi verso l’ospedale San Luca e arrivare verso ovest al casello di Lucca viale Europa. Verso est, chiediamo una modifica del tracciato da via Chelini a via del Rogio, a sud della ferrovia, nell’area industriale fino al casello del Frizzone. E da lì si dovrà proseguire verso Porcari e Altopascio. Solo in questo modo possiamo liberare da un traffico insostenibile i centri abitati e un territorio saturo. L’ambiente della Piana è già malato e inquinato da un’aria per molti mesi non buona. Non possiamo accettare l’idea di ulteriore devastazioni. O di percorsi che, ad esempio, taglierebbero in due il paese di Capannori».

Tocca un punto dolente e preoccupante. Lo smog. La Piana è la maglia nera della Toscana per concentrazione di polveri sottili e sottilissime.

«Ci aiuta paradossalmente l’Unione Europea con la procedura di infrazione inflitta al nostro Paese, che deve pagare multe salite e agire per migliorare la situazione. Il nostro governo ora si deve muovere con interventi strutturali importanti e decisivi, a partire dalla mobilità trasferita sul motore elettrico e dal potenziamento del trasporto pubblico e su rotaia. Accanto a un consistente efficientamento energetico degli immobili, che dovranno essere dotati del cappotto termico. Bisogna consumare meno, non meglio».

Crede ancora, in questo quadro, che davvero si arrivi a raddoppiare la linea ferroviaria da Montecatini a Viareggio?

«Certo, dobbiamo insistere. Nel settembre 2019 il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici ha avanzato tante di quelle osservazioni sul progetto preliminare del raddoppio da poterle considerare una bocciatura. Il guaio ulteriore è che da allora è tutto fermo, mentre bisognerebbe andare avanti con gli espropri dei terreni necessario per il secondo binario e progettare e realizzare la viabilità accessoria. Una rete ferroviaria adeguata e potenziata consentirebbe una mobilità più sostenibile non solo verso Firenze, ma anche tra i Comuni e i paesi della Piana. E soprattutto sarebbe strategica per il trasporto delle merci. Soprattutto se sarà messo in collegamento lo scalo del Frizzone con quelli di Minucciano, Castelnuovo e Diecimo fino a Livorno. Un progetto che coinvolge Provincia, Regione, Associazione Industriali e Ferrovie dello Stato. Il trasporto merci su rotaia deve diventare una priorità. Già oggi le aziende stanno verificando che offre margini di competitività maggiori rispetto al trasporto su gomma. E magari agli scali ferroviarie le merci potrebbero poi arrivare, se non direttamente attraverso i tronchetti, su camion con motore elettrico».

Quali impegni ritiene di aver mantenuto dal 2019 ad oggi?

«Credo che si apprezzi il continuo miglioramento del volto del territorio e dell’arredo urbano. Sono tanti i cantieri aperti, con investimenti per 25 milioni possibili grazie alla nostra capacità di attingere ai fondi europei. Puntiamo a migliorare la qualità della vita dei residenti e di quanti possono usufruire dei servizi e delle strutture che siamo in grado di offrire. Dalla cittadella dello sport in corso di realizzazione, al palazzetto, al liceo scientifico, al teatro-cinema, ai centri culturali. Nel 2023 il Comune compie 200 anni, un appuntamento al quale vogliamo arrivare nel miglior modo possibile. Non solo per le 40 frazioni di Capannori, ma per una più ampia area che coinvolge l’intera Piana».

Obiettivi raggiungibili nonostante i danni causati da una pandemia dalla quale ancora non siamo definitivamente usciti?

«È chiaro che in questi due anni l’impegno contro il Covid ha in parte cambiato alcune priorità. Abbiamo dovuto mettere più risorse sull’informazione e sui servizi, oltre che sugli aiuti alle persone in difficoltà e sulle agevolazioni e contributi per le attività in sofferenza. Abbiamo deciso di pensare prima di tutto all’assistenza e al sostegno solidale. Ma il Comune ha retto e stiamo ripartendo».

Qual è ora la sfida?

«Stimolare la nascita e la crescita di nuove imprese, in particolare quelle avviate dai giovani. Attraverso contributi, bandi e servizi miriamo ad un consistente sviluppo del tessuto produttivo locale e delle attività in genere, in ogni settore. Ristorazione e turismo compresi».

Come presidente della Provincia aveva subito bocciato la proposta del presidente della Regione, Eugenio Giani, per la realizzazione di una nuova strada dalla Versilia alla Garfagnana, ora ritirata? Dalla montagna al mare non si arriva già dalla pur disastrata via di Arni?

«Oggi bisogna operare con un diverso approccio sull’ambiente. La proposta di Giani non sarebbe stata ricevibile. Sono invece favorevole alla ricerca di opportunità di finanziamenti per migliorare la viabilità esistente». -

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