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Femminicidio di Altopascio, la procura nomina un genetista

Test biologico per escludere la presenza di altre persone sul luogo del delitto

ALTOPASCIO. Nessuna perizia psichiatrica. Almeno nelle intenzioni del pubblico ministero che – per chiudere l’inchiesta sul femminicidio Maria Carmina Fontana, 50 anni, uccisa nella sua abitazione al numero 17 di via Enrico Fermi ad Altopascio dal marito Luigi Fontana, 54 anni, muratore – si avvarrà di un genetista forense in grado di esaminare ogni impronta digitale e ogni macchia di sangue sulle scarpe, sui pantaloni e sul vestiti indosso all’omicida al momento del delitto avvenuto il 28 maggio scorso. Il magistrato, che attende ancora il deposito della consulenza dell’anatomopatologo Stefano Pierotti che eseguì l’autopsia sulla vittima, ha deciso di effettuare il test di genetica forense su tracce biologiche (analisi dei polimorfismi del Dna) per valutare la compatibilità genetica tra tracce biologiche mediante confronto dei relativi profili genetici. Un accertamento irripetibile che consentirà, in sede di dibattimento, di escludere scientificamente la presenza di altre persone nella stanza al momento del compimento del delitto. Mediante un sequenziatore automatico confrontando l’impronta genetica dell’omicida con l’impronta genetica ottenuta da tracce di materiale biologico (sangue, capelli, saliva, pelle) rinvenuto nel luogo dov’è avvenuto il reato si ottiene la prova regina inconfutabile. Per la procura Luigi Fontana al momento del compimento del reato era capace di intendere e di volere e quindi il sostituto procuratore Alberto dello Jacono non ritiene necessaria la nomina di un consulente che svolga una perizia psichiatrica sul paziente.

Allo stesso tempo però, per rafforzare la sua tesi, avrebbe deciso di ascoltare come persone informate dei fatti i medici del reparto psichiatria dell’ospedale San Luca che hanno avuto in cura l’assassino subito dopo il suo arresto. Fontana è rimasto nel reparto per alcuni prima di essere trasferito nel penitenziario di San Giorgio. E i medici, in quel lasso di tempo, hanno avuto modo di capire se lo stato di alterazione mentale del muratore è immediatamente successivo al compimento del reato oppure se vi fossero elementi tali da ritenere che l’uomo soffrisse già in precedenza di disturbi della personalità.


Una volta terminati questi accertamenti l’ufficio requirente deciderà se chiedere il rinvio a giudizio nei confronti dell’assassino oppure procedere con il giudizio immediato – che porta ad anticipare il dibattimento senza finalità premiali per l'imputato – in considerazione dell’evidenza della prova di colpevolezza raggiunta nel corso delle indagini. —

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