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Telecamere inutili: non hanno ripreso i ladri impegnati a rubare le marmitte

Un operatore di Sistema Ambiente mostra il punto in cui è stata tagliata la marmitta

Lucca, i dispositivi a bassa risoluzione non hanno registrato dati utili nel colpo di aprile le immagini si erano auto-cancellate

LUCCA. Furto delle marmitte verdi: le telecamere di Sistema Ambiente non hanno ripreso i ladri. I carabinieri indagano, ma non sarà facile arrivare ai colpevoli.

Da dove si parte per avviare un’indagine? Gli appassionati dei gialli sanno che il punto di partenza sono sempre le tracce lasciate dai ladri. In questo caso, però, pare ci sia davvero poco da cui partire. Le aspettative erano riposte sulle telecamere di sorveglianza presenti alla stazione ecologica di Sant’Angelo-Nave, dove lunedì sera ignoti si sono introdotti e indisturbati hanno “tagliato” le pregiate marmitte verdi a una ventina di mezzi per la raccolta dei rifiuti. Abbiamo usato il termine pregiate perché queste marmitte contengono metalli come palladio, rodio e platino, che valgono oltre 65 euro al grammo. Insomma per chi ha voglia di lanciarsi in quest’attività illecita il business sembra fiorente, tant’è che sono già 200 i colpi messi a segno in Toscana, quasi sempre a danno dei mezzi delle aziende dei rifiuti. Ultima in ordine di tempo è stata proprio Sistema Ambiente, che già ad aprile aveva subito un colpo simile ma di dimensioni più modeste: sette le marmitte sparite. Anche in quel caso venne fatta denuncia ai carabinieri (all’epoca alla stazione di San Concordio, stavolta a quella di Borgo Giannotti) ma non ci fu modo di vedere le immagini registrate dalle telecamere. Il motivo? Si erano cancellate. Il sistema di videosorveglianza dell’azienda, infatti, sovrascrive le immagini dopo un tempo prefissato (di solito 48 o 72 ore) e dato che in quell’occasione la denuncia venne presentata solo dopo tre giorni dall’episodio, quando i militari chiesero di visionare i filmati scoprirono che non c’erano più. Nessuno in azienda si era premurato di salvarli, dimenticando che si sarebbero cancellati.


Memori della precedente esperienza, stavolta le immagini sono state subito estrapolate dal sistema e messe al sicuro per essere fornite ai carabinieri. Ma secondo quando raccontato dai vertici dell’azienda le registrazioni non hanno registrato niente di significativo. Anche perché non si tratta di telecamere ad alta risoluzione e quindi capaci di evidenziare in maniera significativa dettagli che potrebbero essere utili alle indagini.

Secondo quanto ipotizzato, i malviventi si sarebbero introdotti nel piazzale dell’azienda quando ancora gli uffici erano aperti, probabilmente scavalcando la recinzione che dà sul retro e a cui si arriva da una stradina sterrata che porta alla cosiddetta “montagnola dei rifiuti”. Una volta all’interno, i malviventi avrebbero atteso la chiusura degli uffici (le 20) e poi avrebbero messo in atto il loro piano che non richiede molto tempo visto che le marmitte sono state tagliate e non smontate. Il sistema d’allarme c’è, ma scatta solo se si tenta di entrare negli uffici. I mezzi, invece, erano parcheggiati nel piazzale e pertanto il dispositivo non è entrato in funzione. Di certo il colpo è stato studiato bene. In procura non è ancora arrivata la denuncia presentata da Sistema Ambiente, ma i carabinieri indagano già. –

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