Via Elisa: «Pochi controlli, auto e moto sfrecciano»



Protestano i cittadini dopo l’incidente che ha coinvolto un bambino e la nonna, E c’è chiede al Comune l’installazione di dossi anti velocità per limitare i pericoli

 

LUCCA.  Servono più controlli, ma anche segnaletica per limitare la velocità dei mezzi a motore in via Elisa, dove lunedì mattina un bambino e la nonna sono stati investiti da un’auto, mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali. Immediato l’intervento di due ambulanze e di un’auto medica che hanno trasportato i feriti all’ospedale San Luca. Per fortuna, nonna e nipotino non hanno subito gravi ferite, ma poteva andare molto peggio. Quanto accaduto ha riportato all’attenzione il tema della sicurezza della strada, da tempo nel mirino di proteste per l’andirivieni di automezzi e motocicli che sfrecciano spesso ad alta velocità, mettendo a repentaglio l’incolumità di pedoni e ciclisti.

 «È la strada più grande del centro storico di Lucca - dichiara Giovanni Bianchi della pasticceria Elisa - un rettilineo che, purtroppo, molti scambiano per un’autostrada, senza considerare il pericolo di chi passeggia a piedi e in bicicletta che rischia continuamente di essere investito. L’ideale sarebbe installare un paio di dissuasori di velocità e una segnaletica lampeggiante in prossimità delle strisce pedonali, ma la ricetta migliore è senz’altro il buonsenso da parte degli automobilisti e dei pedoni».

 Manola Giovannetti percorre ogni giorno questo tratto di strada e spesso nota auto parcheggiate in seconda fila e sul marciapiede, ma pochi controlli da parte dei vigili «che - dice - dovrebbero essere sempre presenti, soprattutto all’ingresso e all’uscita della scuola, quando la marea di ragazzi si dirige in classe o corre verso l’auto dei genitori o le biciclette sotto il loggiato».

Secondo Ruhul Amin Hira Bapari del negozio di souvenir a pochi passi dal luogo dell’incidente, bisognerebbe evitare che gli automobilisti parcheggiassero sugli incroci, soprattutto su quello con via degli Orti, costringendo chi deve immettersi su via Elisa, a portarsi quasi in mezzo alla carreggiata per vedere se la strada è libera. «Non mi capacito di quanto è avvenuto - commenta Monica Puccinelli del negozio Fiori e Fronde - è stato uno choc sentire quel colpo sordo e vedere che quel bambino disteso sul marciapiede che non si muoveva. Pochi minuti prima, il piccolo era entrato in negozio insieme alla nonna per comprare una gerbera bianca e rosa da regalare alla sorellina che stava uscendo dalla Carducci dopo l’esame di terza media. Ho saputo che adesso entrambi stanno meglio e ne sono felice, ma temo che questo incidente non resti isolato, perché c’è poco rispetto delle regole da parte degli automobilisti. Soprattutto nelle ore di punta, quando il traffico si fa più intenso. Collocare alcuni dossi potrebbe risolvere almeno il problema della velocità».

 Un nodo, questo, molto duro da sciogliere anche per il Mario Diolaiuti, pensionato che vive in via degli Orti e denuncia l’eccessiva velocità di auto, motorini e monopattini lungo via Elisa soprattutto la notte. «Questa - sottolinea - non è una pista di Formula Uno, ma una strada frequentata anche da persone di una certa età che rischiano la pelle ogni volta che escono di casa. Bisognerebbe fare più controlli e punire adeguatamente chi non rispetta il codice della strada». Teoria condivisa da Jessica Ciuccio del forno Pandemonio che si appella al buonsenso dei cittadini e degli automobilisti per migliorare la situazione di via Elisa «che - dice - spero non diventi a senso unico, perché si lavorerebbe molto meno. E dopo la pandemia, non è proprio il caso».

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