Per la bancarotta il dottor Italo Lemmi chiede di patteggiare

Richiesta di abbreviato condizionato per Leonardo Manzi l’amministratore delegato dell’immobiliare Sibegi srl 

Luca Tronchetti

CASTELNUOVO. Sei anni e quattro mesi fa il gruppo «Farmacie Lemmi sas» chiudeva i battenti con un buco che ammontava a circa 30 milioni. Oltre alla massa debitoria che superava i 12 milioni nel caso delle «Farmacie Lemmi sas» le altre due società del gruppo dichiarate fallite a marzo 2015 dopo aver accumulato debiti per un totale di 18 milioni erano la «Diadema sas» che comprendeva le farmacie di Marlia e Gallicano e l’Antica Farmacia di Lonate (Varese). Adesso il dottor Italo Lemmi, 52 anni, farmacista, residente a Castelnuovo che attualmente lavora come dipendente di una farmacia di Pistoia, e che è il principale imputato nel processo, ha chiesto di patteggiare la pena al giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri. Nei suoi confronti l’accusa è di bancarotta fraudolenta e per distrazione ed è ritenuto dalla procura il dominus del crac milionario che portò alla chiusura di nove punti vendita: Villa Collemandina, Coreglia, Pian di Coreglia, Fosciandora, Piazza al Serchio, Castelnuovo, Gallicano, Marlia e Lonate Pozzolo, tre depositi controllati a Castelnuovo, Marlia e Gallarate e il centro direzionale e amministrativo in via Nicola Fabrizi a Castelnuovo.


Secondo gli inquirenti i suoi guai iniziarono quando decise di passare dalla gestione delle farmacie all’attività di impor-export dei farmaci. Una riconversione che avrebbe causato notevoli falle nei bilanci a cui si aggiunse, stando all’accusa, un elevato tenore di vita con abbigliamento realizzato su misura e spese importanti per viaggi e trasferte di lavoro anche nei momenti difficili con i conti decisamente in rosso.

Quel fallimento fu un vero disastro specie per la Media Valle e la Garfagnana perché creò una serie di problemi di natura occupazionale con 49 posti di lavoro in pericolo. Alcuni impiegati furono costretti a trovarsi una sistemazione in farmacia dislocate in provincia o altrove.

Oltre a Italo Lemmi sono finite davanti al giudice dell’udienza preliminare anche due amministratori delle farmacie succedutisi in tempi differenti e l’amministratore delegato di una società immobiliare sempre collegata con il gruppo facente capo ad Italo Lemmi.

Si tratta degli amministratori delegati delle Farmacie Lemmi, Luca Lupetti e Andrea Bertoncini, e del responsabile dell’immobiliare Sibegi srl di Castelnuovo Garfagnana, Leonardo Manzi.

Per tutti l’accusa è la medesima di Italo Lemmi, ma i profili di responsabilità sono assai inferiori e decisamente più modesti.

Lupetti, peraltro, è imputato di una sola condotta illecita mentre Bertoncini, nelle vesti di amministratore pro tempore, di più condotte tutte però che vedono stagliarsi sullo sfondo la figura del dominus Italo Lemmi.

Leonardo Manzi, attraverso il suo legale, ha chiesto di essere ammesso al rito abbreviato condizionato dal deposito di una serie di documenti.

La Sibegi srl, dichiarata fallita dal tribuale di Lucca nel 2015, era una società immobiliare aveva un oggetto sociale differente rispetto al gruppo farmaceutico.

L’immobiliare si occupava esclusivamente di acquisire stabili da adibire a uso farmacia o deposito farmaci e non era interessata alla resto della filiera.

Adesso il procedimento è incardinato e la prossima udienza fissata per il 19 luglio. Il fallimento Lemmi fu il primo che coinvolse una serie di farmacie della Lucchesia. Molte furono vendute all’asta e chiusero i battenti. —

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