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Movida violenta a Lucca: «In giro c’è brutta gente»

Un tratto di corso Garibaldi (foto Sernacchioli), in alto a sinistra Jenny Fiorentini e Paola De Nada, in basso a sinistra Fabio Barsanti e Paolo Nocchi

La voce di residenti e commercianti che chiedono più sorveglianza

LUCCA. «Tutte le estati questa zona divide. Ci sono tante persone in giro, e questo va bene perché i mesi del lockdown sono stati duri. Ma non c’è solo tanta gente, c’è brutta gente».

Ci sono giovani e meno giovani, afferma Paola De Nadal, titolare della gelateria Veneta di via Vittorio Veneto «di un maleducato, di un aggressivo... Fanno i bisogni accovacciati tra le auto a lato della strada. Se gli dici qualcosa ti insultano. Ragazzi sui gradini dei palazzi che dalle undici di sera in poi, complici le bevute, urlano e disturbano chi, a una certa ora, vorrebbe dormire».


«Al mattino – afferma Paolo Nocchi, residente nella limitrofa via della Polveriera – per strada si trova di tutto. Frammenti di bottiglie di vetro, bicchieri di plastica, urina sui muri».

Nel raggio di 300 metri, tra via della Polveriera, corso Garibaldi e il sottopasso di San Concordio, in due sere ci sono state tre aggressioni. Una a un immobiliarista che, stando a una prima ricostruzione dei fatti, ha semplicemente detto a un gruppo di giovani che stavano litigando di darsi una calmata. Si è ritrovato al pronto soccorso con un referto di sette giorni dopo aver ricevuto un cazzotto in pieno volto ed essere stato buttato a terra. Questo il venerdì sera. Sabato notte, poco prima dell’una, nel sottopasso di San Concordio, un ventenne ha aggredito al culmine di una lite un 19enne di Capannori, procurandogli un trauma facciale. All’una e un quarto, nella zona di corso Garibaldi, un gruppo di giovani albanesi ha ferito con cocci di bottiglia un 35enne cubano, che è stato trasportato in ospedale con ferite da taglio al collo e al volto. «I cocci – afferma Fabio Barsanti, commerciante e consigliere comunale di “Difendere Lucca” – erano di una bottiglia di vodka, che gli aggressori non avevano certo acquistato in uno dei locali di corso Garibaldi o via Veneto». Barsanti ha visto i frammenti, lui in corso Garibaldi ha un negozio di abbigliamento, conosce bene le dinamiche della movida. «I bar danno bicchieri di plastica, ma questi avevano bottiglie di vetro. Peraltro quel gruppetto era stato segnalato a una pattuglia della municipale che aveva fatto un controllo in zona».

«La situazione si è esacerbata nel fine settimana e siamo solo a inizio estate – aggiunge Paola De Nadal – servirebbero controlli. Ma non auto che passano senza fermarsi o che si fermano solo per controllare il rispetto delle norme anti Covid». Insomma, la richiesta è quella di non far cadere la zona del “passeggio” lucchese, frequentata anche dai turisti, in una situazione di degrado che potrebbe comprometterne l’immagine.

C’è anche chi però, come Jenny Fiorentini, riconosce che i controlli sono più frequenti: «I vigili passano, li vediamo. Il locale di cui sono dipendente, Paniko (in via Veneto, ndr), chiude a mezzanotte e fino a quell’ora non vedo particolari problemi. Dopo, la situazione degenera, così mi dicono. In generale nel week end c’è confusione». —

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