Salvato l’anziano livornese disperso per dieci ore nei boschi della lucchesia

La squadra del Soccorso alpino speleologico porta l’anziano verso l’elicottero. I primi soccorsi a Luciano Tarquini

Ex direttore di banca, si era allontanato dalla casa famiglia dove vive. È stato ritrovato sulla Pania di Corfino grazie al drone e al cane Anuk

VILLA COMANDINA. «Chi sei? Che vuoi? Tieni il cane, mi sbava sulla testa». Emiliano Ruggero ha sorriso: «Anche il cane è qui per aiutarla, Luciano». Il lieto fine. Dopo dieci ore di ricerche, alle due e mezza del mattino, l’anziano che si era smarrito nei boschi della Pania di Corfino è stato ritrovato. Infreddolito, in lieve stato di ipotermia, con qualche contusione, ma tutto sommato in buone condizioni di salute.

Luciano Tarquini non era stato in grado di indicare il punto esatto in cui si trovava. Era scivolato giù dal sentiero 56 e aveva percorso un altro tratto a piedi, ma nel buio della notte ha scorto il drone dei pompieri. I vigili del fuoco hanno circoscritto l’area. La squadra del Soccorso alpino speleologico, insieme a Emiliano Ruggero (dell’Associazione autieri Castelnuovo) ha raggiunto la zona. Ruggero ha sganciato il border collie Anuk e dopo pochi minuti è arrivato l’abbaìo del cane.


Un salvataggio che fa piacere raccontare non solo per il lieto fine, ma per la catena umana del soccorso che si è mossa in breve tempo per cercare l’anziano: «Non so come ringraziarli – dice Francesco Pioli, sindaco di Villa Collemandina – Poi troverò formule più appropriate. Ora voglio dire solo che sono stati tutti incredibilmente bravi». Il sindaco ha organizzato il coc (centro operativo comunale) nella piazza di Corfino, affidando il coordinamento al tecnico della protezione civile dell’Unione Comuni della Garfagnana, Mauro Giannotti. Inizialmente si erano mossi il 118 e i vigili del fuoco, con una squadra da Castelnuovo. A questa si sono aggiunti col passare delle ore un’Unità di comando locale, il Sapr (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), il Tas (Topografia applicata al soccorso) e personale abilitato al sistema di ricerca Dedalo dal comando dei pompieri di Prato. Sono stati impegnati nelle ricerche anche due squadre di terra del Soccorso alpino speleologico, carabinieri forestali e associazioni di volontariato.

Vero che è ormai estate, ma di notte in quei boschi la temperatura scende parecchio, anche fino a dieci gradi. Luciano Tarquini, 86 anni, direttore di banca in pensione, originario di Livorno, aveva lasciato dopo pranzo la casa famiglia di Corfino (dove vive da circa due anni e mezzo) per una passeggiata lungo il sentiero 56. Appena sarà in grado di raccontare (dovrebbe essere dimesso oggi dall’ospedale di Castelnuovo) forse dirà cos’è successo, al momento Pioli è contento di festeggiare il suo ritrovamento: Luciano ha il mio numero – spiega – Intorno alle quattro ho ricevuto una sua telefonata. Mi ha detto di essersi spostato a valle del sentiero 56, che da Corfino porta all’alpeggio di Campaiana, e di essere scivolato giù. Si è procurato qualche contusione, ma è riuscito a riprendere il cammino. Solo che a un certo punto non capiva più dov’era». Pioli ha allertato il Sast, che ha immediatamente avvertito il 118. Mentre due squadre del Soccorso alpino iniziavano la ricerca l’elisoccorso Pegaso 3 dava una mano perlustrando la zona dall’alto. Tarquini non riusciva a dare indicazioni precise. È stato necessario perlustrare un’area molto vasta tra il sentiero 56 e il torrente sottostante. Alla ricerca, con il passare delle ore, hanno partecipato sempre più soccorritori. E intorno alle due, la svolta. «Ha visto quel punto giallo in cielo, credeva fosse un elicottero. Non riusciva a focalizzarsi sulle dimensioni – raccontano dal comando dei pompieri – Invece era il drone. Ma l’indicazione è stata sufficiente perché riuscissimo a circoscrivere la zona». Dove si sono diretti il Sast ed Emiliano Ruggero insieme al cane Anuk. «Fortuna ha voluto – commenta Pioli – che la batteria del cellulare non si sia scaricata».

Il sindaco è doppiamente contento per il lieto fine: «Luciano è una persona così vitale. È rimasto chiuso un anno per il Covid, aveva voglia di camminare. Pensi che tutti i giorni è solito fare una camminata di tre chilometri “per sgranchirsi le gambe”. Ha corso diverse maratone quando era più giovane, compresa quella di New York. Legge libri, legge tutti i giorni il quotidiano. Ha avuto una vita piena, ha lavorato a Livorno, a Parigi, in Brasile, dove abitano i suoi tre figli. Dopo la morte della sua compagna mi chiese di poter andare nella casa famiglia di Corfino. Aveva abitato per qualche tempo anche a Pieve Fosciana. È una persona con uno spirito giovanile, capisco - conclude - la sua voglia di sentirsi libero». —

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