«Ho deciso di diventare cinofilo dopo la tragedia di Viareggio»

villa collemandina. Una volta ritrovato Tarquini, i tecnici del Soccorso alpino hanno tagliato la vegetazione circostante per consentire l’atterraggio dell’elicottero NH90 della Marina militare, su cui è stato l’86enne è stato verricellato per essere poi trasferito all’ospedale di Castelnuovo.

Una squadra del Sast aveva raggiunto la zona insieme a Emiliano Ruggero, volontario dell’Associazione nazionale autieri di Lucca, e conduttore di Anuk, un border collie maschio di dieci anno e mezzo brevettato per il salvataggio in superficie e sotto le macerie. «Ho sganciato Anuk e poco dopo l’ho sentito abbaiare. Avevamo ritrovato il disperso». E quel che conta, in buone condizioni di salute. A Ruggero va il ringraziamento di Massimo Turri, presidente dell’Associazione nazionale autieri di Castelnuovo: «Tutte le volte che lo chiamo viene in aiuto con la sua unità cinofila. Non posso che dirgli grazie».


È una storia lontana quella di Ruggero, 48 anni, viareggino, con il volontariato. Una storia che dura da trent’anni: «Di professione sono falegname – sorride – l’altra passione è il volontariato. Prima nel soccorso sanitario, poi in protezione civile. La tragedia alla stazione di Viareggio, nel 2009, mi ha dato la spinta per la specializzazione cinofila». Lui era lì, in quella notte di fuoco e sangue. «Vidi estrarre un bambino dalle fiamme. Logicamente i vigili del fuoco non avrebbero potuto usare l’unità cinofila in quel contesto, ma vedere quella scena fece nascere in me la voglia di preparare un cane da soccorso». Acquistò Anuk, il cui nome, in eschimese, significa “orsa polare”. «Lo so, è più adatto a un cane femmina, ma a me piaceva». Agili, veloci, con un gran fiuto, i border collie sono ottimi cani cinofili: «L’Ho preparato sia per la ricerca in superficie che sotto le macerie, dopodiché sono diventato addestratore e oggi, con mia moglie, prepariamo cani da soccorso». —

T.G.

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