Tunnel sotto le Apuane, il no del turismo

Gli operatori del settore sono contrari al traforo: “Sistemino le strade dissestate”

GALLICANO. L’idea del traforo che colleghi la Valle del Serchio alla Versilia trova pochi consensi anche tra gli operatori turistici. Oltre a non convincere il progetto in sé, la sensazione diffusa è che rispetto ai problemi attuali di viabilità, pensare a un’opera così grandiosa sia fuori luogo. Nei discorsi torna fuori anche la Lucca-Modena, collegamento veloce di cui si è discusso per decenni, e la necessità di organizzare metodi di trasporti alternativi all’auto per i turisti che vogliono godersi la Valle. La Fondovalle, infine, unisce tutti nell’idea che serve maggiore sicurezza e manutenzione per le strade attuali. Insomma, quella per il traforo delle Apuane è una bocciatura più o meno totale.

Tiziano Davini, punto di riferimento per gli albergatori della Garfagnana di cui è presidente Confcommercio e proprietario dell’Albergo Belvedere al Passo dei Carpinelli nel comune di Minucciano, analizza il progetto. «Un foro a Pescaglia aiuterebbe poco la Valle, avrebbe qualche impatto solo sulla Mediavalle. Un foro a Fornovolasco sarebbe migliore per la Garfagnana, ma mancherebbe comunque tutta la viabilità di supporto. Credo che ci siano altre priorità - prosegue Davini - come ad esempio migliorare l’attuale viabilità e allargare le nostre strade. Stamani ho fatto 27 chilometri, dal casello di Aulla al mio albergo e ho impiegato 45 minuti, da conoscitore del tragitto. Un turista ci avrebbe messo quasi un’ora. Ci sono dei punti dove incrociando un furgone, ci si deve fermare per permettere il passaggio. Per non parlare poi della manutenzione ordinaria ormai assente da anni con buche nel manto stradale e vegetazione incontrollata. Si pensa ad un’opera come il traforo e abbiamo strade dove non si vedono i guardrail perché sommersi dalle piante. Miglioriamo la Fondovalle, non facciamo opere fini a sé stesse».

Federico Turri, da anni protagonista del turismo in Garfagnana con il rinomato albergo ristorante La Lanterna e anche con la creazione di un’agenzia di incoming Garfagnana Travel, sposta l’attenzione sull’Appennino. «Se dobbiamo pensare a qualcosa del genere, facciamolo verso nord - commenta Turri - Abbiamo parlato per anni della Lucca-Modena poi non se ne è mai fatto niente, ma dà più prospettive di lavoro un accesso verso nord, verso un mercato più ricco, che un collegamento con la Versilia dove andremo a incrociare un mercato stagionale e un turismo mordi e fuggi. Anche i due punti del possibile traforo mi sembrano poco utili. Insomma, non vedo questa come soluzione dei problemi che ci sono. La viabilità attuale per me è sufficiente, non crea grossi disagi a livello turistico, mentre l’accesso alla Valle è un problema. Un collegamento veloce verso Milano, verso l’Europa aprirebbe prospettive turistiche e commerciali ben diverse».

Danilo Musetti è da anni un nome importante quando si parla di turismo Apians: membro Cai, guida Apians, videomaker, gestore di una struttura ricettiva al Sillico e anche vice presidente del Consorzio Garfagnana Produce. «Oltre i danni ambientali del foro - afferma - per adeguare la viabilità da Fornovolasco a Gallicano, significherebbe distruggere un paesaggio. Abbiamo una Fondovalle penosa, sottodimensionata al traffico pesante attuale, si pensi a questo. Lucca-Modena? Non sono favorevole nemmeno a questa soluzione perché l’autostrada rappresenta un pericolo. Le strade fanno parte del nostro paesaggio, del nostro contesto. Noi dobbiamo puntare su unicità del territorio, non su arterie veloci. L’esempio dovrebbe essere un collegamento come la Siena-Firenze, abbiamo bisogno di una via veloce e sicura verso Lucca».

 Tra gli operatori turistici più attivi, le guide escursioniste Wild Trails che suggeriscono anche altri mezzi di spostamento. «Le Apuane sono già attraversate da due valichi che sono poco manutenuti - dice Stefano Lera - poi si parla di nuove strade quando potremmo cercare di indirizzare il turista su altri mezzi di trasporto. Noi lavoriamo al Centro visitatori dell’Orecchiella: non c’è nessun bus navetta che porti a un parco che lo scorso anno, in estate Covid, ha fatto registrare 25mila accessi. Arriviamo all’estate che non ci sono treni, già pochi, per i lavori alla ferrovia, e non ci sono bus perché legati al trasporto scolastico e con strade dove basta un acquazzone perché si rischi la chiusura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA