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Hotel stellato non trova camerieri, il titolare: «Colloqui saltati con scuse assurde, cerco sei persone»

Una veduta esterna dell’hotel Villa San Michele

Lucca, l'imprenditore racconta di messaggi surreali su whatsapp: «Contratti regolari, ma nessuno vuol fare questo lavoro»

LUCCA. «Me la sono gufata». Intervistato dal Tirreno la scorsa settimana Francesco Domenici, presidente provinciale di Confesercenti, nonché titolare di un hotel stellato, raccontava di non avere particolare difficoltà a trovare personale per la stagione. Ora prova a scherzarci su: «Non ho avuto difficoltà per la reception e per la cucina. Per la sala sta diventando un problema».

E racconta di messaggi surreali su whatsapp, con tanto di social bloccato, e di dietrofront dei papabili al posto da cameriere: «Ho parlato per telefono con una ragazza alle 12,30 e fissato per un colloquio alle 16,30. Poco dopo mi ha richiamato dicendo che aveva avuto un lutto in famiglia e che non poteva presentarsi». In un altro caso «un giovane del quartiere di San Concordio mi ha detto che il carburatore dell’auto gli dava dei problemi, e che avrebbe speso troppo a venire da casa sua a San Michele in Escheto. Sono cinque minuti di macchina. Un’altra ancora – continua – non era lucchese e dopo pochi giorni è venuta da me piangendo, dicendo che sentiva nostalgia di casa».


Il risultato di queste giornate kafkiane è un meno sei nella casella del personale necessario il giorno della riapertura. Il primo luglio, dopo sei mesi di lavori di ristrutturazione, l’hotel Villa San Michele e l’annesso ristorante riapriranno al pubblico.

La struttura è stata acquistata alla fine del 2020 dal finanziere olandese PieterJan Dekker, che ne è ora proprietario insieme ai due soci italiani Francesco Domenici (che cura la parte amministrativa, alberghiera e commerciale) e Pasquale Mazzola, che gestisce il ristorante.

Il periodo dell’emergenza Covid è stato sfruttato per una serie di lavori di adeguamento e la costruzione di una piscina annessa all’hotel. Una bella struttura a quattro stelle, che avrà bisogno – in totale – di una decina di dipendenti. «Per la reception c’è la fila, per il lavoro in sala non riusciamo a reperire personale», afferma Domenici. L’imprenditore prova a dare una spiegazione: «Quello dell’accoglienza è un compito con orari fissi, meno impegnativi. Hai un turno solo. È chiaro che un cameriere lavora soprattutto la sera, se il cliente resta fino a mezzanotte devi restare anche tu... Io provo a spiegarmela con il fatto che i giovani vengono da quasi un anno e mezzo di lockdown e la sera vogliono uscire. Mi chiedo però con che soldi vivano. Quelli dei genitori?».

Per Domenici si tratta di «un problema italiano». «Parlo con alcuni colleghi di altre regioni, sono tutti disperati. Tra i camerieri c’è sempre meno professionalità, nessuno vuole lavorare in sala. O la vedono come un passaggio – l’auspicio è il più veloce possibile – verso altre mansioni. Tutti vorrebbero lavorare all’accoglienza o in cucina». Con la figura del cuoco diventata sempre più affascinante grazie alle trasmissioni televisive che si sono susseguite da Masterchef in poi.

Domenici sgombra il campo da equivoci. «Non ci sono sorprese a livello contrattuale, siamo anche disponibili a dare qualcosa in più visto che non troviamo personale. Il nostro è un contratto stagionale che va, a seconda delle ore lavorate, da 1.200 a 2.000 euro. Abbiamo bisogno di sei camerieri o cameriere di sala, da assumere per la stagione». Una stagione che a Villa Marta (l’altro albergo di Domenici) e Villa San Michele, dura sino a fine novembre. «Riprendiamo a marzo dopo la pausa invernale. Se una persona c’è piaciuta la confermiamo». Insomma un lavoro che tanto stagionale potrebbe anche non essere. Per chi volesse mettersi in contatto (Domenici non parla di limiti di età o di necessità di esperienze precedenti) scrivere a f.domenici@albergovillamarta.it. —

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