Sindaco maestro in pensione

Francesco Angelini lascia il mondo della scuola dopo mezzo secolo

PIEVE FOSCIANA. Un Maestro con la M maiuscola. Un maestro di scuola e per tanti di vita come gli scrivono nei tanti messaggi di affetto che stanno arrivando in queste ore. Francesco Angelini va in pensione dopo 50 anni passati nel mondo della scuola e dell’educazione. Ieri gli scrutini. Giovedì, per Angelini e per la maestra Annarita Satti per l’ultima lezione con i loro bambini.

«Maestro, Dio ti ha creato per farci divertire», il messaggio che non dimenticherà mai, scritto quasi 20 anni fa da una sua alunna. Ma chiunque ha incrociato la sua strada, lo esalta come un maestro buono, quei maestri di paese vecchio stampo che forse mancheranno alle future generazioni. Andrà ufficialmente in pensione con il 31 agosto, ma tutti sono pronti a scommettere che la sua inconfondibile sagoma si vedrà spesso alla scuola di Pieve Fosciana, la scuola del paese dove vive e che amministra, dove ha passato gli ultimi 10 anni di insegnamento. Angelini ha 68 anni. Il suo ingresso nel mondo scolastico arriva alla ha poco fine del 1971 quando più di 18 anni e ha appena conseguito il diploma alle scuole magistrali.


«Ebbi fortuna, colsi la grossa opportunità di lavorare per l’istituto Stella Maris a Montalto di Fauglia – racconta il Maestro – cercavano giovani insegnanti e mi lanciai in questa avventura che è stata decisiva per tutta la mia carriera. In quest’istituto sono accolti ragazzi portatori di handicap e sono stato lì per 12 anni, fino ai miei 30 anni di vita. È stata un’esperienza forte, importante, che sicuramente mi ha aiutato ad affrontare tutto il resto».

Francesco, dopo l’esperienza pisana, torna a casa e per 12 anni fa l’educatore nei progetti giovani seguiti da Comunità Montana ed Asl in alcuni comuni della Garfagnana: «Mi dividevo tra Gallicano, Molazzana e Vergemoli – prosegue – svolgevo il compito di educatore, dovevo organizzare anche le attività nel tempo libero di ragazzi che andavano “distratti” da situazioni familiari difficili per questioni socio-economiche. Dovevo distoglierli da attrazioni negative. Ma già in quegli anni iniziai le prime supplenze nelle scuole elementari». Francesco conosce bene il mondo del precariato scolastico, infatti, la cattedra di ruolo arriva solo nel 2001 all’età di 48 anni: «Vinsi un concorso che mi portò ad insegnare prima a Querceta e poi mi avvicinai a Cerageto, nel comune di Castiglione e dal 2011 nella “mia” Pieve Fosciana». Qui affianca all’attività di maestro quella di amministratore con il ruolo di sindaco proprio dal 2011 ad oggi. «Chi mi incontra per strada mi chiama maestro o Francesco, difficile che sia il sindaco – sorride – svolgere il doppio ruolo mi ha permesso spesso di vedere da vicino i problemi e magari anticiparli. Da amministratore tornerò a scuola perché è una delle cose più importanti per un paese».

Due anni fa Francesco accompagnava altri bambini verso le medie terminando il percorso di una classe quinta e lì ha pensato di smettere. Insegnante di matematica, scienze, geografia, musica ed educazione fisica, ha vissuto anche la didattica a distanza.

«Potevo andare in pensione anticipata, ma ho proseguito due anni e così avrò il rammarico di lasciare i miei bambini di oggi in seconda. Se avessi smesso due anni fa, non avrei vissuto l’esperienza Covid in tutti i suoi aspetti. La didattica a distanza è stata più complicata per me, che sono poco tecnologico, che per i bambini – spiega – Ci siamo organizzati velocemente e siccome con il programma eravamo abbastanza avanti ho pensato a due cose. Per la matematica mandavo loro dei compiti da fare a casa, ma ho deciso anche di scrivere un racconto da condividere con loro che rispondevano con piccoli commenti o disegni. Il titolo – conclude il sindaco Angelini – è “La vera storia del Re della dinastia del coro delle navi russe”. Sì, c’è la parola Coronavirus e quel Re, che esce poi sconfitto, ero io. Chissà che un giorno non diventi un libro». –