Vandali, ecco quanto ci costano

Danneggiano parchi, piazze e monumenti. ma i danni li paga la collettività

CAPANNORI. Riparare ai danni provocati dagli atti vandalici costa alle amministrazione comunali migliaia di euro. Soldi, che sono anche dei cittadini, spesi per sistemare panchine e arredi distrutti, ripulire monumenti e palazzi pubblici da scritte e graffiti, rimuovere volantini incollati ai semafori e manifesti abusivi messi sui muri. Quanto costa tutto ciò è difficile stimarlo, perché spesso questi interventi finiscono nel capitolo più generale della “manutenzione ordinaria e straordinaria”. Fatto sta che negli ultimi mesi questa spesa è lievitata a fronte di un aumento degli episodi di vandalismo.

Il più fresco a Porcari dove pochi giorni fa una banda di ragazzi, per noia e voglia di protagonismo, ha azionato estintori e vergato con bombolette spray i muri delle case. Non solo: gli autori del gesto hanno deciso di filmarsi e postare i video delle loro bravate su Instagram facendo sfoggio di un senso di impunità che lascia perplessi. Altre volte a finire nel mirino della furia e della stupidità dei vandali sono stati beni della collettività.


È accaduto nel 2019 per il monumento ai caduti posto nel parco della Rimembranza, deturpato e rovinato. «Ricordo che in quel caso è stato necessario lavorare una giornata intera per ripulire il monumento dalla scritte – dice il sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari – con una spesa di alcune centinaia di euro e mi rifiuto di chiamare questi atti delle ragazzate. Non è nemmeno possibile riempire il paese di telecamere. Quando si configurano dei reati devono essere puniti e sanzionati». Gesti che sembrano confermare un preoccupante fenomeno: l’aumento fra gli adolescenti di vandalismi motivati dal senso di vuoto aggravato dall’isolamento della pandemia.

Anche a Capannori, cittadina di 46mila abitanti, si sono dovuti spendere soldi pubblici per fronteggiare le conseguenze di azioni vandaliche. Proprio in questi giorni è in corso la riqualificazione del parco pubblico e il rifacimento delle tribune dell’anfiteatro (allora in legno) devastate nel 2016 da una banda. L’investimento complessivo per riqualificare il nuovo parco è di 250mila euro, e la spesa comprende anche i soldi per le nuove tribune. E dopo quell'episodio l’amministrazione comunale è dovuta correre ai ripari installando anche telecamere per sorvegliare l'area. Spesso sono proprio i parchi, frequentati nelle ore piccole, a essere presi di mira. Come l’area verde di Pandora a Segromigno in Monte, dove nel Natale del 2019 venne strappata una parte dell’illuminazione installata in occasione delle feste.

«Purtroppo anche nel nostro territorio si sono registrati episodi di vandalismo, dal parco di Capannori al fontanello dell’acqua a Lammari – dice l’assessore David Del Carlo – e siamo dovuti intervenire con soldi stanziati per la manutenzione generale, ma che sono poi anche un costo per la collettività. Se devo dire, si tratta di episodi sporadici negli spazi pubblici se teniamo conto anche delle dimensioni del territorio».

Le scorribande si sono verificate anche ai danni di strutture private, come nel caso di Lammari dove pochi giorni fa è stata devastata la sede della locale squadra di calcio con danni ingenti per la società. Anche ad Altopascio «la quasi totalità delle riparazioni sono ordinaria manutenzione, fatte con gli operai comunali in base agli stanziamenti annuali per tinteggiature e decoro delle aree pubbliche», fanno sapere dal Comune che ha dovuto fare i conti con alcuni vandalismi. I teppisti non hanno risparmiato neppure l’oasi naturale della Sibolla, a marzo scorso. È stata la stessa amministrazione comunale, che ha riscontrato danni al casottino in legno all’ingresso, a denunciare il fatto. —

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