Contenuto riservato agli abbonati

Restauro completato al teatro del Giglio con la novità del palcoscenico mobile

Lo spettacolare colpo d’occhio offerto dal teatro lucchese, nella foto a destra da sinistra Giovanni Del Carlo, Stefano Ragghianti e Serena Mammini (Fotoservizio di Fiorenzo Sernacchioli)

Presentati i lavori fatti durante la pandemia: rinnovate anche le sedute in platea e sui palchetti e sistemati i bagni

LUCCA. Durante la pandemia è rimasto chiuso, come tutti i teatri d’Italia, ma non è rimasto deserto: all’interno del Giglio si è continuato a lavorare per farsi trovare pronti quando, finalmente, il palcoscenico avrebbe potuto ospitare di nuovo gli spettacoli. E proprio il palcoscenico rappresenta la novità di maggior impatto (ma non l’unica) dei lavori di restauro e ammodernamento del teatro presentati ieri.

La parte tra palcoscenico e platea, infatti, è diventata mobile. Può essere utilizzata (come avvenuto sinora) quale golfo mistico, ossia come buca dell’orchestra. Oppure, alzata al livello della platea, diventare un’estensione della stessa su cui aggiungere nuove poltroncine. O, ancora, continuando a farla alzare, arrivare all’altezza del palcoscenico e ampliarne così la superficie: questa condizione permetterà di fare molte più cose, dagli allestimenti scenici più ampi, alla possibilità di sfruttare proscenio per esibizioni o conferenze mentre, al di là del sipario, si prepara un allestimento per uno spettacolo diverso. Il tutto semplicemente premendo un pulsante.


Una novità che colpisce l’occhio, ma non l’unica, come spiegato durante la presentazione dei lavori (costati un milione e mezzo di euro) dagli assessori Serena Mammini e Stefano ragghianti, dall’amministratore unico del teatro Giovani Del Carlo, dal direttore generale Antonio Marino, e dalla dirigente del settore lavori pubblici Antonella Giannini che, con le ingegnere Eleonora Colonnara e Silvia Malventi, ha seguito il cantiere.

Un altro intervento di sicuro impatto visivo (e non solo) riguarda le sedute: nuove e più comode poltroncine in platea, ma, soprattutto, nuove sedie nei palchetti (e lì sì che la comodità ne ha guadagnato, pensando a cosa c’era prima). Sedie, in questo caso con altezze diverse, in modo da consentire una visione migliore anche a chi sta alle spalle di chi è affacciato al loggione. Rifatti poi anche i bagni del teatro (molti dei quali erano inutilizzabili prima dei lavori) e il sistema di illuminazione, e, meno appariscente magari ma comunque importante, è stato fatto anche un grosso intervento sull’impiantistica elettrica.

«Il teatro del Giglio è uno scrigno importante della città – ha commentato l’assessora Mammini – e meritava un intervento del genere. L’amministrazione ha scelto di investire su quello che abbiamo, e interventi sono previsti anche sul teatro San Girolamo, sul San Romano e, particolarmente consistente, sul teatro Nieri di Ponte a Moriano, per un totale di cinque milioni dei euro».

«Consegniamo alla città un teatro ben diverso da quello preso nove anni fa, quando subentrò l’amministrazione Tambellini – ha aggiunto l’assessore Ragghianti – è stato ristrutturato sotto tanti punti di vista, con un grande lavoro fatto in un momento particolare». «Non posso che essere felice di riavere un teatro rinnovato – ha aggiunto l’amministratore Del Carlo – il teatro è un luogo da maneggiare con cura e attenzione, da più punti di vista. Così rinnovato e ammodernato il teatro del Giglio si pone ora al livello dei più importanti teatri italiani». E lo fa con una tempistica record, visto che in pratica il rinnovamento è avvenuto nell’arco di un anno («mentre altrove si ha notizia di restauri di due/tre anni», ha aggiunto Del Carlo).

Merito, è stato sottolineato, del settore lavori pubblici, che ha dovuto affrontare un bel po’ di difficoltà. Del resto ogni intervento doveva essere coordinato con la sovrintendenza, e anche il virus ci ha messo un po’ del suo, visto che il meccanismo che alza e abbassa la platea, è rimasto fermo a lungo nel paese in cui era stato realizzato (il Canada) per i blocchi legati alla pandemia. —

Altro servizio a pag.21

© RIPRODUZIONE RISERVATA