«Paladini, troveremo la soluzione»: Buonriposi apre uno spiraglio

In una lettera con 183 firmatari, i genitori si sono opposti all’ipotesi di accorpamento di due classi 

LUCCA. Uno spiraglio, un’apertura sulla delicata vicenda che sta interessando il liceo delle scienze umane Paladini. In primo luogo sull’ipotesi di accorpamento, a partire da settembre, di due classi quarte: contro a questa prospettiva i genitori degli alunni hanno dato il via a una massiccia mobilitazione, con una lettera che riporta 183 firme di altrettanti padri e madri nella quale dichiarano che si opporranno a qualsiasi fusione di classi.

«Le classi devono rimanere lo stesso numero – spiega la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Donatella Buonriposi in risposta alla protesta dei genitori -: così prevede il ministero. L’unica soluzione in cui possiamo confidare è quella del contingente Covid, ovvero degli insegnanti che potranno arrivare in più. Cercheremo di risolvere questo problema quando ci metteremo a un tavolo per fare gli organici».


L’altra questione che interessa il liceo delle scienze umane è quella della sede. Già da due interi anni scolastici, gli alunni sono costretti a fare lezione nei container, dal momento che la vera sede del Paladini, nel complesso in via San Nicolao, è inagibile per problemi strutturali. Da più parti nelle ultime settimane si è levata la protesta degli insegnanti e anche della dirigente Mariacristina Pettorini per avere una diversa sede transitoria, in attesa (ma saranno anni) del recupero strutturale dell’edificio in via San Nicolao. La sede sarebbe stata individuata nella Palazzina 6 dell’ex ospedale Campo di Marte: con molte probabilità, fatte le necessarie valutazioni, potrebbe ospitare tutte o quasi tutte le classi attualmente costrette nei container.

Il presidente della Provincia Luca Menesini ha raccolto l’invito del corpo docento del Paladini a fare pressioni sulla Regione (proprietaria dell’ex ospedale) per avere la disponibilità della Palazzina 6. La risposta dalla Regione non è al momento arrivata, ma sembrano esserci buone speranze che la palazzina possa essere concessa. Se accadesse, anche questo potrebbe giocare a favore del non accorpamento delle classi. Non lo esclude anche la stessa Buonriposi. «Finché non abbiamo chiara la situazione nel suo complesso – conclude – non possiamo dire niente con certezza. Stiamo cercando una soluzione. Abbiamo ricevuto gli studenti del Paladini, parlato con la dirigente e trovato fin qui le soluzioni che sono state necessarie». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA