Una nuova impresa del campione paralimpico Andrea Lanfri: dall’Adriatico al Tirreno salendo sul Corno Grande

l’atleta paralimpico Andrea Lanfri

È l’ultima impresa che l’atleta paralimpico si prepara a compiere. Appuntamento il 13 giugno, con un sogno all’orizzonte: conquistare l’Everest

CAPANNORI. Il 13 giugno partirà dal mar Adriatico all’alba e vedrà sorgere il sole. Terminerà la sua ennesima impresa dopo 311 chilometri di un percorso con un dislivello di ben 6.000 metri sul mar Tirreno. Dove il sole spegnerà il suo percorso quotidiano. Andrea Lanfri, atleta lucchese nato e cresciuto tra Pieve e Sant’Andrea di Compito, sarà il primo atleta paralimpico, ma da nostre verifiche anche in senso assoluto, a completare la traversata mare-mare passando dal Gran Sasso. Uno dei suoi "From 0 to 0" che stanno diventando il suo marchio di fabbrica. La prima tappa, l’edizione zero, lo vide raggiungere la vetta del Monte Pisanino, raccontata anche qualche settimana fa in un mini documentario sul canale Focus. La seconda tappa fu, nel 2020, l’ascesa e la discesa all’Etna, il vulcano più alto d’Europa. A questa si è aggiunta un’edizione speciale del 24 aprile scorso, in occasione della Giornata mondiale contro la meningite. Malattia che gli ha portato via, nel 2015, entrambe le gambe e sette dita delle mani. Andrea Lanfri percorse il tragitto da Marina di Pisa al Monte Serra e ritorno, alternando corsa e bicicletta: 37 chilometri dal mare fino alla vetta e altrettanti di corsa per raggiungere il punto di partenza.

«Mi devo allenare perché, dopo i tanti rinvii a causa del Covid, sogno di realizzare finalmente il progetto Everest. Spero possa realizzarsi nel 2022, ma per allenarmi e superare i miei limiti devo puntare sempre più in alto - ci racconta Lanfri -. Questo progetto è nato quasi per caso, parlando con mio padre sull’Etna. Mi disse che sarebbe stato divertente fare in una giornata una traversata dell’Italia, dall’Adriatico al Tirreno. E io l’ho preso in parola».

Sulla cartina, però, i passaggi più agevoli rispetto al Gran Sasso ci sarebbero stati. Ma l’atleta paralimpico lucchese ama spingersi oltre i limiti. Migliorarsi giorno dopo giorno. «Questo è il primo From 0 to 0 che inizia a farsi interessante, sotto il profilo chilometrico e di dislivello. Sono 311 chilometri in totale e più di 6000 metri di dislivello totali - dice ancora Lanfri -. Partirò da Montesilvano, in provincia di Pescara, e farò 80 chilometri in bicicletta per arrivare a Campo Imperatore. Da lì correrò fino all’inizio della direttissima al Corno Grande dove, con le protesi da montagna, salirò e scenderò. Tornerò nuovamente a Campo Imperatore per inforcare di nuovo la bici e percorrere gli ultimi 220 chilometri verso Ladispoli. Un "coast to coast" che taglia in due il nostro stivale, dal mar Adriatico al Tirreno. Ho preventivato 18 ore per compiere il percorso senza mai fermarmi, vedremo se riuscirò nell’impresa». Sfida ardua. Lungo il percorso Andrea dovrà cambiare tre tipologie di protesi, tutte molto diverse tra loro. Quelle da bicicletta, quelle da trekking alpinismo, poi da corsa per ultimare il percorso.

«Sarà anche stimolante, la direttissima del Corno Grande, ad esempio, non l’ho mai fatta e sarà bella scoprirla in questa avventura - racconta ancora Lanfri -. Da qui alla fine dell’anno, poi, spero di completare altri due progetti rimasti in sospeso: la traversata di tutti i quattromila del Monte Rosa, e la cima del Monte Cervino, unica vetta rimasta per completare il progetto five peaks, che l’anno scorso mi aveva portato insieme a Massimo Coda a scalare le cinque montagne più alte d’Italia». -

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