Il femminicida è seguito da uno psichiatra

Primo colloquio in carcere con il suo legale per Luigi Fontana, che si trova in isolamento controllato dalla polizia penitenziaria

ALTOPASCIO. Un colloquio protrattosi per due ore. Il primo da quando si trova recluso nella casa circondariale Luigi Fontana, 54 anni, il muratore che otto giorni fa uccise con una quindicina di coltellate la moglie Maria Carmina Fontana di 50 anni nella loro abitazione al numero 17 di via Enrico Fermi ad Altopascio. Il primo a visitare il detenuto, che si trova in isolamento con la polizia penitenziaria che lo sorveglia per impedire atti di autolesionismo, è stato il suo legale Ilenia Vettori. Stando al suo racconto l’imputato, accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dal rapporto affettivo, si trova ancora in stato confusionale. Al momento infatti il personale del penitenziario di San Giorgio, in base alle direttive dei sanitari che lo hanno dimesso dal reparto in cui era ricoverato all’ospedale San Luca, oltre a svolgere un puntuale e rigoroso servizio di controllo e assistenza 24 ore su 24 ha anche predisposto l’intervento di uno psichiatra che dovrà monitorare il comportamento del muratore e soprattutto, sulle base di visite e colloqui, sottoporlo alle cure farmacologiche del caso.

Luigi Fontana pare non essersi ancora del tutto reso conto dell’enormità del reato commesso. Piange, parla con un filo di voce e soprattutto chiede in continuazione notizie dei figli e dei nipoti. Si preoccupa del loro stato di salute, delle loro condizioni psicofisiche. A tratti sembra pienamente consapevole di aver commesso un crimine efferato nei confronti della donna con cui condivideva l’esistenza da oltre trent’anni. E vuol pagare il suo debito con la giustizia.


I suoi familiari – il fratello, la sorella e i cognati – hanno deciso di affiancare all’avvocato Ilenia Vettori anche un altro noto penalista: l’avvocato Enrico Carboni di Viareggio. Il legale ha già ricevuto il mandato e nei prossimi giorni si incontrerà con la collega per studiare la strategia difensiva che insieme riterranno opportuna.

Al momento non sono state formulate richieste alla pubblico ministero Alberto dello Jacono o al giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri. Decisamente prematuro presentare istanze di attenuazione della misura custodiale in carcere e richieste di un’eventuale perizia psichiatrica sull’autore del delitto per verificare se, al momento del folle e criminale gesto, il muratore avesse cognizione degli atti che stava compiendo oppure se al momento in cui ha commesso il fatto la sua capacità d’intendere e di volere fosse grandemente scemata. L’inchiesta non è conclusa e, oltre agli atti e alle testimonianze, il magistrato inquirente attende i risultati della perizia medico legale sul cadavere dell’ex cameriera che il dottor Stefano Pierotti consegnerà tra quaranta giorni. —

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