Femminicidio di Altopascio, l’assassino è in carcere in isolamento

Luigi Fontana è stato dimesso dall’ospedale e portato al San Giorgio. Oggi i funerali di Carmela a Castelfranco Emilia

ALTOPASCIO. Da martedì sera Luigi Fontana, 54 anni, il muratore che venerdì alle 14 nella villetta al numero 17 di via Enrico Fermi ad Altopascio ha ammazzato con una quindicina di coltellate la moglie Maria Carmina Fontana, 50 anni, è rinchiuso nel penitenziario di San Giorgio in regime di isolamento e sorvegliato costantemente dalla polizia penitenziaria per il fondato timore che il femminicida commetta gesti di autolesionismo. Il nullaosta alle dimissione dal reparto ospedaliero del San Luca – dove il muratore era stato ricoverato e sedato prima dell’interrogatorio di garanzia nella caserma dei carabinieri e un paio d’ore dopo il suo arresto – è arrivato dal responsabile sanitario in seguito al sensibile miglioramento delle condizioni di salute dell’uomo che adesso sarebbero compatibili con il regime carcerario. Probabile che nei prossimi giorni il suo legale, avvocato Ilenia Vettori, abbia un colloquio a San Giorgio con il muratore’indagato per omicidio volontario aggravato.

Per quanto riguarda la vittima, dopo il nullaosta alla sepoltura concesso dal sostituto procuratore Alberto Dello Jacono nella mattinata di martedì, a  Castelfranco Emilia (Modena) dove abitano i parenti di Maria Carmina detta Carmela  nel pomeriggio di oggi, giovedì, si terranno i funerali in forma strettamente privata.


A livello investigativo il medico legale Stefano Pierotti si è preso quaranta giorni di tempo per consegnare la perizia necroscopica all’ufficio requirente. È prematuro parlare di tempi processuali (compresa l’ipotesi di giudizio immediato) in quanto la polizia scientifica dovrà analizzare i reperti sequestrati tra cui, oltre alla felpa intrisa di sangue appartenente all’omicida e a un paio di scarpe, i telefoni cellulari appartenenti all’ex cameriera che da diciotto mesi faceva la nonna a tempo pieno. Un compito, quello dell’anatomopatologo, che richiede tempo e pazienza visto che le ferite inferte, tra quelle superficiali e quelle transfosse, sono almeno una quindicina e occorre controllare anche la compatibilità delle armi da taglio usate dall’assassino poiché sono stati sequestrati due coltelli da cucina per tagliare la carne che lo stesso Luigi Fontana ha ammesso di aver utilizzato nel corso dell’interrogatorio di garanzia di fronte al gip Simone Silvestri e al pubblico ministero.

Al momento non trova riscontro l’ipotesi che la vittima volesse andarsene da casa e nemmeno che avesse già fatto le valigie. Anche perché l’abitazione era intestata a Maria Carmina Fontana che si occupava pure della gestione delle spese della casa e aveva la disponibilità del conto bancario. È emerso, da elementi in possesso degli investigatori, che da poco meno di una settimana erano cresciuti i dubbi sull’ipotesi che la consorte potesse avere una relazione e il muratore stesse riflettendo sull’idea suggerita da alcuni parenti di andarsene da casa per qualche settimana, magari tornando al suo paese d’origine nel casertano, in modo da potersi chiarire con la moglie per la gestione dei rapporti futuri. Un consiglio che l’uomo non tenuto in considerazione. –

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