«Angelo era buono e intelligente aveva studiato Ingegneria»

CAPANNORI. «Angelo era buono come il pane ed era anche intelligente». Giuseppe Fenili ci tiene a rendere omaggio alla memoria del fratello maggiore, di cui ormai da qualche anno si prendeva cura. Dal 2012 Angelo era invalido al cento per cento e costretto in carrozzina. Giuseppe, classe 1961, provvedeva a tutte le sue necessità. «Mi occupavo di lui– dice – purtroppo stamani sono arrivato tardi. Ma stavo lavorando ed era venuto a vederlo poco prima», dice con rammarico. I due vivevano assieme nella casa che è da sempre proprietà della famiglia Fenili. Lavoravano scatole di cartone. «Angelo era in gamba – racconta ancora il fratello – Da ragazzo era iscritto a Ingegneria e aveva sostenuto diversi esami. Poi per questioni di quattrini dovette lasciare gli studi e venne a lavorare con me, ma era in gamba». I problemi di salute che arrivano nel corso degli anni fiaccano l’autonomia di Angelo fino a ridurlo in sedia a rotelle. Il fratello Giuseppe diventa le sue gambe e lo aiuta a portare avanti un’esistenza che anno dopo anno si fa sempre più difficile fino al tragico epilogo di ieri mattina.

Al dolore dei Fenili si unisce anche il sindaco di Capannori Luca Menesini, che ieri mattina era in audizione alla Camera, ma che una volta saputa la notizia ha voluto subito far sentire la sua voce. «Esprimo la mia vicinanza alla famiglia Fenili per quanto successo – dice – Stiamo seguendo la questione da tutti i punti di vista per capire come intervenire. Per fortuna sembra che l’immobile non abbia subito danni strutturali e a parte il primo piano, resta agibile. Valuteremo con il signor Giuseppe se è opportuno che passi la notte lì. In caso contrario, ci adopereremo per trovargli un alloggio. Se ne avesse bisogno potremmo dargli anche un accompagnamento di tipo psicologico per aiutarlo a superare la perdita del fratello». —


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