Uccide la moglie, il vicino che ha chiamato l’ambulanza: «Un grido disumano, Luigi non si dava pace»

Altopascio, il racconto di chi abita di fronte alla villetta del delitto: «Una tragedia che davvero non riesco a spiegarmi»

ALTOPASCIO. «Pensi che Luigi lo vedo quasi tutti le mattine e ieri a mezzogiorno e mezzo prima di andare a pranzo l’ho visto in giardino assieme alla moglie, ai nipoti e al loro cane. Mi hanno salutato, sembravano una coppia felice». È senza parole Carmine Imbimbo, titolare di uno studio professionale di massaggiatore proprio di fronte al numero 17 della villetta di via Enrico Fermi dove si è consumato il femminicidio. «Guardi, se me lo avessero detto pochi minuti prima non ci avrei creduto. – prosegue – Conosco Luigi: una persona mite che reputavo incapace di far male a una mosca. I rapporti con la moglie? Sì, ogni tanto li sentivo litigare. Mi hanno detto che anche ieri mattina è accaduto. Ma è normale tra coniugi che stanno insieme da trent’anni. Ma le giuro che non ho mai visto Luigi alzare le mani addosso a nessuno, figuriamoci alla moglie. Adora i figli e i nipoti e tra poco sarebbe diventato per la terza volta nonno. Una tragedia che davvero non riesco a spiegarmi».

Chi è riuscito a mantenere sangue freddo e a dare l’allarme è Giovanni Fommei, ex dipendente della Banca del Monte in pensione e già presidente della Misericordia di Altopascio. Abita a poche decine di metri dalla villetta del muratore ed è stato il primo a uscire di casa e vedere Luigi Fontana con le mani sporche del sangue della moglie Carmela: «Io e mia moglie eravamo in casa a pranzo e poco prima delle 14 abbiamo udito un urlo disumano. Siamo usciti fuori e ho visto il muratore all’ingresso dell’abitazione insanguinato e in stato confusionale. Nel vialetto c’erano i nipoti e il cane, un bastardino che è considerato uno di famiglia. Mia moglie ha provveduto a portarli via da lì e con loro si è rifugiata nella nostra abitazione. Io invece cercavo di tranquillizzare il muratore che era in evidente stato confusionale. Chiamava per nome la moglie e non si dava pace per ciò che aveva fatta. Contestualmente ho telefonato a carabinieri e ambulanza. Devo dire che i soccorsi sono stati rapidi e tempestivi».

Il primo ad arrivare sul posto, contemporaneamente all’automedica del 118, è stato il comandante della stazione di Altopascio, maresciallo Cosimo Calderone che, assieme ai suoi uomini, ha trovato l’assassino accanto all’abitazione in stato confusionale.

Si è consegnato spontaneamente e i militari lo hanno prelevato e portato in caserma. Poco dopo sono giunti il comandante della Compagnia, maggiore Antonio Trombetta, e insieme con il sostituto procuratore Alberto dello Jacono il colonnello Ugo Blasi, comandante del Gruppo carabinieri. Con loro i militari della polizia giudiziaria. Sul luogo del crimine anche la scientifica dell’Arma che ha setacciato palmo a palmo l’abitazione trovando e sequestrando l’arma del delitto e refertando le molteplici e numerose tracce di sangue rinvenute tra la cucina e il disimpegno dove è stato trovato il corpo senza vita di Maria Carmela Fontana (stesso cognome del marito).

Gli accertamenti sono proseguiti sino a tarda sera e anche dopo l’arrivo del medico legale Stefano Pierotti che ha eseguito un rapido esame esterno in attesa dell’autopsia che si terrà a inizio settimana all’obitorio del Campo di Marte. Per gli inquirenti però il quadro è decisamente chiaro. —

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