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Piazzano, turisti depredati dai ladri

L’abitazione più grande del Borgo di Piazzano presa di mira dai ladri che depredano i turisti

Bande in azione a Piazzano, nel borgo in pietra che fu del maestro Cozzoli

LUCCA. Un’oasi di pace nel verde delle colline lucchesi rischia di perdere il fascino e l’attrattiva turistica a causa di una gang che, qualche giorno dopo l’arrivo dei villeggianti, inizia a depredare le casa vacanze impossessandosi di biciclette di pregio, monili, soldi, pc, cellulari e addirittura capi di abbigliamento. Accade a Piazzano in via delle Gavine, poco distanze da San Macario, nel borgo antico con le tre meravigliose case in pietra ristrutturate, con tanto di ospedaletto risalente al Milleduecento, acquistate alla fine degli anni Novanta dal compositore-autodidatta Rinaldo Cozzoli, ex dipendente della Manifattura Tabacchi con il pallino dell’arte e della musica scomparso nel 2004. Cozzoli, che negli anni Settanta fu insignito del cavalierato della Repubblica dal presidente Giovanni Leone, divenne famoso per aver composto e arrangiato, lui che suonava bene la chitarra e il pianoforte, tra gli altri un brano celebre come “È mezzanotte” interpretato da Joe Sentieri (cantante-urlatore, di quel periodo) che si piazzò al terzo posto al Festival di Sanremo nel 1960.

Da alcuni anni le figlie Emanuela e Federica gestiscono quel piccolo angolo di Paradiso e attraverso la piattaforma Airb&b che permette affitti turistici brevi (non più di 28 giorni) offrono le tre abitazioni (di 150, 80 e 70 metri quadrati) a coppie e famiglie. Arrivano da ogni parte d’Europa (Francia, Germania, Olanda ) nel periodo che va da maggio a fine ottobre. Ma troppo spesso il soggiorno presenta sgradite sorprese. Bande organizzate, approfittano della zona isolata, per entrare in azione e depredare i turisti. È accaduto anche l’altra sera ai danni di una coppia austriaca. Giunti in Lucchesia, già vaccinati e vincendo la resistenza post pandemica, si sono diretti al borgo di Piazzano che già conoscevano per passare un qualche giorno in completo relax. Ma 48 ore dopo il loro arrivo sono rimasti vittime dei ladri.


Accade di sera mentre marito e moglie sono nel giardino posto sul retro di una delle case ristrutturate. Stanno arrostendo la carne sul barbecue e, ad intervalli di venti minuti, fanno spola con la cucina interna per prendere bicchieri, piatti e bottiglie. Per allietare la serata ascoltano buona musica visto che sanno di essere soli in mezzo al verde. Ma mentre le bistecche cuociono sulla brace, i ladri sono già in azione e da una porta posta sul davanti dell’appartamento con vista giardino, salgono al primo piano e fuggono verso una via che conduce nel bosco adiacente dopo essersi impossessati di una valigia contenente capi di abbigliamento, un paio di computer portatili marca Macintosh con tutti i documenti, anche quelli di lavoro, della coppia e un iPad. I ladri fuggono rapidamente anche perché entra in funzione il sistema d’allarme e sul posto in pochi istanti arriva puntale una volante della polizia. Proprio per fare in fretta i malfattori lasciano la valigia con capi di abbigliamento in fondo al vialetto pronti a tornare a riprenderla non appena gli agenti si fossero allontanati. Ma devono accontentarsi dei prodotti dell’elettronica perché uno degli agenti si accorge del trolley abbandonato lo recupera e lo riconsegna ai proprietari. Nella zona, sino allo scorso anno, era aperto il Bed &Breakfast “I Tornanti” e anche lì, per tre volte, anche smurando l’inferriata di una finestra, i ladri avevano colpito impossessandosi di bici da corsa di particolare pregio che i proprietari avevano deciso di custodire nella casa.

«Siamo esasperati. – racconta uno dei nipoti del musicista scomparso – Adesso che contiamo sulla ripresa del turismo rischiamo di dover far i conti con questo odioso fenomeno. Almeno una volta al mese i ladri, che forse hanno un basista in zona visto che conoscono a menadito questi luoghi, compiono una serie di raid rubando tutto ciò che si rubare con uno spiccato senso di impunità. Intendiamoci, le forze dell’ordine fanno bene il loro lavoro. E quando vengono avvertite si precipitano in zona e spesso sono state a un passo da acciuffare i responsabili. Dal canto nostro ci siamo dotati di difese passive interne con sofisticati sistemi antifurto. Il guaio è che su questa strada non è stata installata una telecamera da parte del Comune, della Provincia o degli enti preposti che fungerebbe da deterrente per i malintenzionati. La videocamera di sorveglianza registrerebbe le auto in transito e per i ladri sarebbe rischioso entrare in azione. Ci auguriamo che il nostro appello non cada nel vuoto». —

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