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Lucca, in arrivo altri cinque autovelox: ecco dove

Autovelox (foto d'archivio)

Da un paio di settimane sono tornati attivi anche quelli installati ad ottobre

LUCCA. Dopo i progetti, le polemiche, le relazioni (negative) della polstrada, i vertici in prefettura, si installeranno i cinque nuovi box per autovelox annunciati. E per quelli già esistenti? Lì si torna al punto di partenza. Si sono infatti ricominciate a usare le cinque scatole arancioni installate a ottobre per accogliere gli autovelox (appena pochi giorni fa in viale Luperini hanno permesso di fare diverse multe per eccesso di velocità), ma solo nel modo che era previsto all’inizio di tutta la vicenda: con la pattuglia della municipale che deve contestare l’infrazione sul posto.

Il gioco dell’oca degli autovelox lo potremmo definire con un po’ di ironia, anche se su questa questione vi è poco da scherzare, da qualunque punto di vista la si guardi. Intanto dal punto di vista delle intenzioni che avevano accompagnato queste installazioni, ossia affrontare un problema reale qual è quello della sicurezza stradale, e poi per come si è evoluta tutta la vicenda, con polemiche, anche di carattere politico, che accompagnarono la decisione – poi rivelatasi illegittima – di utilizzare quelle apparecchiature anche in remoto.

I cinque nuovi autovelox (installati su viale Carducci, viale Luporini, viale Del Prete, viale Europa e viale Puccini) secondo il piano iniziale dovevano essere utilizzati per elevare multe direttamente sul posto (oltre a svolgere una funzione dissuasiva verso le alte velocità con la loro sola presenza). Questo perché la legge consentiva di fare la multa senza contestazione immediata, sulla base della semplice foto, solo su autostrade e strade di scorrimento (quelle con limiti di 70 km/h): però nel frattempo, tra la decisione di acquistare le scatole degli autovelox e la loro installazione arrivò il decreto semplificazione che autorizzava, a determinate condizioni, la possibilità di fare le multe anche a distanza, senza la contestazione immediata. Un’opportunità che Lucca pensò di cogliere e fu qui che nacquero i problemi. Per poter utilizzare gli autovelox in quel modo serviva l’autorizzazione della prefettura, che incaricò la polizia stradale dei rilievi tecnici. Rilievi da cui emersero una serie di problemi (su cartellonistica, posizionamento e così via) anche risolvibili, ma anche la mancanza di una condizione fondamentale: le statistiche non indicavano per le strade scelte un tasso di pericolosità tale da giustificare il loro uso in remoto. Più nel dettaglio, dopo una serie di osservazioni e contro osservazioni, l’ultima relazione della polstrada evidenziava come, negli ultimi anni, si fosse verificato un solo incidente mortale in tutte le strade scelte (un pedone investito su viale Luporini, incidente fra l’altro rilevato proprio dalla stradale) e non provocato dall’alta velocità.

Alla fine non è rimasto altro da fare che tornare al punto di partenza. Da un paio di settimane così si è cominciato a utilizzare gli impianti, «sia come sicurezza passiva (a scopo dissuasivo), che per fare sanzioni attraverso i controlli con gli autovelox all’interno del box e con la pattuglia fissa sul posto, disposta in maniera casuale», come spiega Gabriele Bove, nuovo assessore alla sicurezza stradale.

Bove ha preso il posto che fu di Celestino Marchini, estromesso dalla giunta e principale promotore dell’installazione dei nuovi impianti, al punto che ne erano previsti altri cinque: due sul Brennero e uno ciascuno su via Einaudi, via per Camaiore e a Pontetetto sul viale di San Concordio. Ebbene si proseguirà su quella strada e come detto saranno installati («È già stato fatto l’affidamento», spiega l’assessore), un’installazione che avverrà, aggiunge Bove, «in collaborazione con la polizia stradale e con l’interlocuzione con la Prefettura». Insomma, si mettono, ma guardando prima al dove e al come, per evitare poi rilievi successivi. —

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