«C’è una dose Pfizer ma sia qui in 15 minuti»

lucca. Può succedere che una sera avanzi una dose di vaccino, ed ecco che parte la telefonata “in somma urgenza” a un paziente in lista. Ma nel caso di Giovan Sergio Benedetti i tempi erano veramente troppo contingentati. Settantadue anni, dipendente delle Poste in pensione, dal 2003 convive con le conseguenze di un ictus ed è inserito nelle tabelle ministeriali tra i fragili di tipo B.

«Le prenotazioni non erano aperte, ma Giovan Sergio era riuscito a prenotarsi per fasce d’età e il 30 aprile un’ambulanza della Misericordia di Camigliano lo ha accompagnato a Campo di Marte. Un viaggio a vuoto. Appena saputo dell’ictus la dottoressa lo ha informato che non poteva somministrargli AstraZeneca. Benedetti ha atteso per dieci giorni una telefonata, poi ha deciso di rivolgersi al Tirreno, per sollecitare l’Asl: «Mi hanno chiamato venerdì sera alle 20,20 per una dose di vaccino Pfizer, ma dovevo essere lì in 15 minuti. Per l’ambulanza non c’era tempo. Doveva accompagnarmi mia moglie, che è reduce da due interventi chirurgici, avrebbe dovuto spingermi con la carrozzina. Chiaramente ho detto no». Ad aiutare Giovan Sergio è intervenuta la nipote: «Mi vaccinerò il 31 a Cisanello. A questo punto, meglio andare a Pisa». —


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