I dimenticati dei vaccini: «Siamo in attesa dell’Asl»

I due novantenni di Antraccoli non ancora contattati dall’azienda sanitaria  La signora che soffre di reazioni allergiche invece è riuscita a prenotarsi

LUCCA. Ottantenni e fragili, c’è ancora chi è in attesa di vaccino. Come ormai accade da qualche giorno, Il Tirreno si fa carico di dare voce ai dimenticati della campagna vaccinale, ovvero le persone che, per un motivo o per l’altro, pur avendone diritto non sono ancora riuscite ad avere la prima dose. «Ancora non ci hanno chiamato – spiega la signora Vanda Dinelli, 90enne di Antraccoli – Né io né mio marito Giorgio siamo stati chiamati, ma l’articolo che avete fatto ci ha fatto sentire meno soli e ora attendiamo la telefonata dell’Asl con maggiore serenità». Resta in attesa di una telefonata anche Giovan Sergio Benedetti, il 72enne che si era presentato all’appuntamento per fare il vaccino ma è stato rimandato a casa perché il medico ha valutato che Astrazeneca non fosse il prodotto adatto per chi, come lui, aveva avuto un ictus in passato.

Qualche novità, invece, la si registra in merito al caso della 66enne soggetta ad allergie, che non è riuscita ad avere indicazioni né dall’Asl né dal proprio medico, su quale fosse il vaccino più adatto al suo caso. «Mi ha chiamato la mia dottoressa – racconta la donna – mi ha confermato di aver parlato del mio caso con un medico dell’ospedale. Mi ha consigliato di riprovare a fare la prenotazione e finalmente ci sono riuscita». Le brutte sorprese, però, non sono finite: «Nonostante che sul portale io abbia scelto il settore dei nati tra il 1952 e il 1956 mi hanno confermato l’appuntamento con la sigla “caregiver fragili”, un gruppo a cui non appartengo. E la ciliegina sulla torta la vedo più in basso: mi “invitano” non solo a portare con me il consenso informato già compilato (un modo intelligente per velocizzare la procedura) ma di portarlo anche già firmato! Quindi dovrei firmarlo prima di parlare con il medico di turno del mio “stato di salute” e di conoscere “le modalità e le alternative terapeutiche”. Naturalmente – conclude – non lo firmo prima di essere stata ascoltata e informata».


Sempre in merito ai soggetti che hanno manifestato episodi allergici, una signora ha voluto raccontarci la sua positiva esperienza: «Ho 70 anni e in gioventù ho avuto uno choc anafilattico (che è ben più grave di una semplice allergia) in seguito a una iniezione di penicillina. Da allora ogni volta che devo prendere una medicina nuova o fare terapie nuove avverto il medico del problema perché gradirei non ripetere l'esperienza. Mi sono prenotata per il vaccino con un po' di timore, ma fiduciosa. Il 16 aprile sono andata al Campo di Marte e nel colloquio fatto prima della vaccinazione ho detto al medico del mio problema. Subito mi ha detto che mi avrebbero mandato da un allergologo per valutare la situazione. Ha pensato l’Asl a fissare la visita, avvenuta dopo una decina di giorni. L'allergologo mi ha spiegato le caratteristiche dei vari vaccini e in conclusione ha stabilito che potevo fare la dose, ma in situazione protetta». —