Calzature, tempo di rilancio

Sinergia tra due storiche realtà degli zoccoli che puntano anche su prodotti bio

PORCARI. La rinascita dello zoccolo, tra tradizione e modernità. A Porcari si sono unite le forze per ridare slancio a un tipo di calzatura che si sta riprendendo la sua rivincita e che ha visto il boom negli anni Settanta e Ottanta quando nella Piana dava lavoro a una comunità e la crisi all’inizio degli anni Duemila. Una sinergia che ha preso forma nel negozio in via Casoni dove aveva già sede "Quello degli zoccoli" a cui si è unito "Unalira" , progetto che era nato per rilanciare la tradizione artigianale a Segromigno, un paese cresciuto a "pane e zoccoli".

I promotori sono Antonio Bacci, una famiglia che ha sempre lavorato nell’artigianato, titolare di "Quello degli zoccoli", aperto nel lontano 1982, e Mirko Paladini che faceva parte di "Unalira". Un’attività che si allarga e dopo avere assunto due figure professionali specializzate nel comparto calzature in futuro prevede nuove assunzioni. Al centro dell’attività gli zoccoli, un tempo marchio di fabbrica per il territorio di Segromigno e San Colombano ma anche di Porcari. «In un unica sede c’è sia la vendita diretta che la produzione per conto terzi, anche famosi brand della moda tra i nostri clienti. Zoccoli di alta qualità rivolti - dicono Antonio Bacci e Mirko Paladini - rivolti alla clientela locale e al mercato straniero».

Zoccoli di pregio, nel materiale e nel design, che stanno facendo colpo anche sui vip. «Abbiamo clienti noti, nel mondo dello spettacolo e della politica, ma per motivi di riservatezza non possiamo fare i nomi». Una generazione di zoccolai. «Mio padre era falegname e mio fratello Bruno è un liutaio apprezzato da molti vip della musica - dice l’artigiano Bacci - produciamo articoli che intercettano una fascia intermedia di mercato e privilegiamo la qualità che solo la manualità può fornire. Abbiamo uno sgabello particolare, serve per plasmare la forma del piede nel legno». All’interno del locale un piccolo museo dello zoccolo con le foto d’epoca del comitato" Piaggiori e noi piaggioresi "degli anni d’oro della produzione degli zoccoli a Segromigno.

«Un ringraziamento per averci concesso l’uso di foto e materiale d’epoca va a Giuliano Berti del comitato" Piaggiori" e Raimondo Giorgetti», dicono i due soci. Un settore tra i più colpiti dalla pandemia quello del calzaturiero. Ma la crisi non ha fermato l’attività che guarda lontano con rinnovata passione e professionalità. «Adesso abbiamo quattro dipendenti più un rappresentante. Siamo partiti con l’idea di assumere altre persone che conoscano il settore e stiamo studiano anche una linea di zoccoli bio, interamente naturali e ecologici, grazie anche all’uso di tutti i materiali di lavorazione ecosostenibili. Il Covid ha avuto effetti negativi ma vogliamo investire, convinti nella ripresa e puntando sulla qualità dei nostri zoccoli». All’azienda nel giorno dell’apertura ha fatto visita anche il sindaco, Leonardo Fornaciari, augurando tanta fortuna alla nuova e "vecchia" attività.

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