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Coppia di novantenni: «Siamo i più vecchi di Antraccoli, ma finora niente vaccino»

Vanda Dinelli

Vanda Dinelli e il marito Giorgio Guidi non sono stati contattati dall’Azienda sanitaria, anche i loro nomi sono stati segnalati da tempo dal medico di famiglia

LUCCA. Vaccini agli anziani, una notizia buona e due meno. La prima è che la signora Maria Grazia Cioni, la novantenne ex professoressa di francese che nei giorni scorsi si era rivolta al Tirreno per segnalare di essere stata “dimenticata” dall’Asl, ieri è stata finalmente vaccinata. E perfino con alcuni giorni d’anticipo rispetto all’appuntamento già prenotato: «Nel giro di vaccinazioni domiciliari di venerdì – spiega il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto Piana di Lucca –. È avanzata una dose perché uno dei vaccinandi era dovuto andare in ospedale per accertamenti. A quel punto abbiamo chiamato la signora Cioni, che avrebbe dovuto essere vaccinata martedì, e le abbiamo chiesto se era disponibile ad anticipare. Ci ha risposto di sì e così siamo andati subito a casa sua a somministrarle la dose». Ovviamente contenta la signora Cioni ha telefonato al Tirreno per dare la notizia: «Almeno mi sono levata il pensiero – racconta l’anziana –. Dato che abito vicino all’ospedale e che era avanzato loro un vaccino hanno pensato di anticipare l’appuntamento che avevamo preso per la prossima settimana».

Per una storia a lieto fine, ce ne sono altre due ancora in sospeso. Sono quelle di Vanda Dinelli e del marito Giorgio Guidi, entrambi 90enni e con problemi di deambulazione (lei è in sedia a rotelle, lui bloccato in poltrona):

«Siamo i più vecchi di Antraccoli e tutti due con problemi di mobilità – dice la signora Vanda –, eppure tutti quelli che sentiamo hanno fatto il vaccino fuorché noi due. Ora io mi domando, ma è davvero possibile una cosa del genere? La nostra dottoressa ha detto di aver segnalato da tempo i nostri nominativi all’azienda sanitaria perché provvedesse alla vaccinazione a domicilio, ma ancora non abbiamo avuto notizie. Ci siamo rivolti alla Caritas, alla Croce Rossa, al numero verde della Regione ma è tutto fermo e nessuno ha saputo darci risposa. Intendiamoci, io non voglio il vaccino “in tasca” ma almeno sapere se sanno di noi e quando ci vaccineranno».

La signora Vanda, che per anni ha lavorato come segretaria nelle ditta di Cavi Elettrici Baldassari, mentre il marito ha lavorato per trent’anni a San Giuliano. «Arrabbiato? Certo – dice Giorgio, classe 1930 –. È un anno che parlano di fare i vaccini ma qui non si è visto nessuno. Eppure siamo anziani e malati, avremmo diritto. Parlano anche di un nuovo vaccino, ma a noi non so quale ci tocca. Il Pfizer? Va bene, speriamo poi di vivere un po’ più tranquilli». I due anziani coniugi sono assistiti dai quattro nipoti – da loro chiamati “angeli custodi” – e da una badante. Certo è che l’essere vaccinati permetterebbe a Vanda e Roberto di vivere con maggiori serenità anche questi rapporti.

L’azienda sanitaria fa sapere che la vaccinazione degli ultraottantenni sta andando avanti (siamo al 90 per cento) e che spesso le problematiche sono dovute a un ritardo nella comunicazione dei nominativi (ai medici di famiglia era stato chiesto di inviare gli elenchi entro Pasqua ma non tutti hanno provveduto) o a dati sbagliati (indirizzi e numeri di telefono vecchi) che creano difficoltà nel contattare gli interessati. C’è poi la questione del Pfizer, vaccino che presenta una gestione complessa e obbliga a organizzare i “giri domiciliari” per gruppi di sei, perché una volta “sporzionate” le dosi dalla fiala, vanno somministrate nel giro di qualche ora, altrimenti si deteriorano.