Lucca2032 approda sulla scena: fuga in avanti di Mario Pardini

Mario Pardini (foto d'archivio)

Esponenti delle professioni tra i fondatori dell’associazione presieduta da Beniamino Placido

LUCCA. Ci sono esponenti del mondo delle professioni e dell’industria culturale nel gruppo fondatore di “Lucca2032”, l’associazione culturale di impronta civica che in realtà rappresenta la prima pietra di un disegno politico già ben tracciato a Lucca in vista delle amministrative del 2022: tanto per cominciare il nome, che traccia un percorso ideale d due mandati amministrativi. La sede è a Lucca in via Vittorio Veneto al civico 33.

Al centro c’è Mario Pardini, 48 anni, imprenditore lucchese titolare di Encom 21 srl con un trascorso di un anno e mezzo come presidente di Lucca Crea, la partecipata che realizza Lucca Comics & Games da cui uscì, a settembre 2020, dando le dimissioni, dopo avere accompagnato pubblicamente in visita a Lucca il segretario nazionale della Lega Matteo Salvini e l’allora candidata governatrice della Toscana (oggi parlamentare europea) Susanna Ceccardi. Sarebbe proprio Pardini infatti la figura di riferimento per una possibile candidatura a sindaco di una compagine che si dice civica ma che politicamente guarda molto al centrodestra. Anche se nell’annuncio della nascita (avvenuta ieri mattina, nello studio notarile lucchese Pierandrea Losito) di “Lucca 2032”, la figura in evidenza è quella di Beniamino Placido, figlio di Vincenzo Placido (docente di lettere ed esponente politico scomparso il 27 febbraio di quest’anno), dirigente della casa di distribuzione cinematografica Notorious Pictures sp, in precedenza manager in Medusa Film spa e in “The Walt disney Studios”.


Placido, amico fraterno da una vita di Mario Pardini, è il presidente della neonata associazione, il cui nome, viene riportato, si ispira ai seguenti obiettivi: «Uscire dallo stallo di una politica immobile, incapace di pianificare a lungo termine, che naviga a vista senza un’idea della rotta da seguire. Creare “dal basso” un programma di governo per la città capace di guardare lontano, avendo come faro l’ascolto, la partecipazione, la raccolta di istanze di un elettorato e di un territorio spesso ridotto a semplice spettatore».

«Per me è un privilegio far parte di questa nuova realtà formata da persone che sono espressione di tutti settori della società civile – dichiara Placido -. Sono entrato in Lucca2032 spinto dall’amore per la mia città e dalla convinzione che grazie al lavoro di squadra si possa costruire un futuro di successo per il nostro territorio e portare avanti il sogno di una nuova Lucca moderna, viva, sicura, sostenibile». Fanno già parte dell’associazione l’avvocato Domenico Petrocelli (vice presidente), l’imprenditore Mario Pardini (come tesoriere) e la commercialista (e vice presidente dell’ordine provinciale dei commercialisti) Paola Mazzoni, nel ruolo di segretaria generale. Nel direttivo anche la cardiologa lucchese Eleonora Lami. Tra i soci fondatori l’ex componente del cda di Lucca Comics and Games Nicola Lucchesi e Mario Conforti. Ha aderito anche Francesca Chiocchetti, manager della compagnia telefonica Wind3.

«Uno dei motivi che mi ha convinto ad accettare il mio incarico in Lucca2032 – continua Placido –– è stata la convergenza all’interno del progetto di figure professionali di alto profilo, che oltre a conoscere a fondo la loro città operano in campi fondamentali per le politiche di sviluppo. Persone entusiaste e capaci di rapportarsi anche all’esterno delle Mura grazie ad esperienze e contatti, per allargare l’orizzonte di Lucca a una dimensione nazionale e internazionale. Lucca2032 è il seme di un riscatto, che punta a ridare alla città il ruolo di primo piano che merita e costruire insieme il nostro futuro attraverso una nuova idea di politica partecipata».

Queste le dichiarazioni ufficiali, per la partenza di un progetto che sembra avere alle spalle una regia esperta come quella dell’ex presidente del Senato, il lucchese Marcello Pera, a cui sono vicini molti dei componenti del gruppo fondatore di Lucca2032, a cominciare proprio da Pardini. Il quale tiene a ribadire che si tratta di «un’associazione culturale che porta avanti un progetto chiaro. Poi se le cose andranno avanti potrà diventare politica. La mia ambizione? Che venga fatto un progetto per la città con la partecipazione in primo luogo della società civile». —

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