Vaccini, a Lucca in dubbio l’hub al Polo fiere. La Regione punta su Campo di Marte

Ma il sindaco Tambellini lancia l’allarme: «L’ex ospedale non è in grado di reggere oltre certi numeri»

LUCCA. Questo matrimonio non s’ha da fare. Nonostante se ne parli da mesi, i numerosi sopralluoghi e l’accordo sostanziale tra le parti (Asl e Lucca Crea) con molta probabilità il tanto atteso hub per la vaccinazione di massa non nascerà al Polo fiere di Sorbano. O meglio, non nascerà proprio. Niente di ufficiale, ma l’indiscrezione circola con insistenza negli ambienti sanitari.

L’idea maturata in questi giorni in Regione è quella di restare al Campo di Marte, utilizzando anche il terzo piano del padiglione A, quello in cui alla fine di marzo sono stati trasferiti alcuni pazienti Covid in via di guarigione, provenienti dalla palazzina C. I malati ancora presenti, torneranno al punto di partenza, ovvero la palazzina C, mentre il terzo piano del padiglione A sarà utilizzato per aumentare gli ambulatori destinati alle vaccinazioni.


Il motivo di questa scelta? Difficile comprenderlo in mancanza di spiegazioni ufficiali. A dover azzardare sembra una decisione che affonda in ragionamenti politici, più che nella volontà di fornire un servizio efficiente. Di certo la Regione punta sul Campo di Marte e forse vuol giustificare la spesa fatta a fine anno. Oltre tre milioni di euro netti investiti per la sistemazione del padiglione A, con lavori assegnati in somma urgenza ed eseguiti in un mese e mezzo. Inaugurata a fine anno la struttura viene presentata come l’ultimo baluardo della sanità pubblica di fronte alla pandemia: 150 posti letto da mettere a disposizione di Lucca e di tutta la Regione in caso di terza ondata.

Che puntualmente arriva qualche settimana dopo. A marzo i ricoveri per Covid al San Luca superano quota 100, provocando la saturazione del monoblocco di San Filippo. L’Asl è costretta a sospendere l’attività chirurgica programmata e a ridurre quella ambulatoriale. Ma in tutto questo i 150 posti letto del Campo di Marte restano un miraggio e molti cominciano a chiedersi perché anche se le risposte già ci sono: manca personale. La situazione inizia a diventare imbarazzante, così la direttrice dell’Asl nord ovest Maria Grazia Casani annuncia al Tirreno l’apertura per fine mese di un’area Covid con una ventina di posti. La direttrice però dimentica di specificare che non si tratta dei tanto attesi letti aggiuntivi, ma di un trasferimento: arrivano i pazienti già ospiti delle Cure intermedie Covid.

Intanto il padiglione A trova la sua ragione d’essere come centro vaccinale e finché si tratta di 500-600 somministrazioni al giorno, assolve in maniera efficace alla funzione. Ma con l’aumento dei volumi, la struttura mostra i suoi limiti: mancanza di parcheggi, corridoi stretti, sale d’attesa piccole. Tutto ciò provoca code e disagi a cittadini e operatori.

Per questo e in vista di un ulteriore avvicinamento alle “vaccinazione di massa” con 1.500 dosi al giorno, si punta ad aprire l’hub al Polo fiere: mille parcheggi e un open space da 4.800 metri in cui allestire una ventina di linee vaccinali. Una soluzione, quella di utilizzare i poli fieristici, presa anche a Massa e Livorno. Lucca sembra dover seguire a ruota, tant’è che Asl e Lucca Crea (società proprietaria dell’immobile) si incontrano più volte. Ma al momento di dare il placet la Regione nicchia, forte del fatto che i vaccini sono ancora pochi. Ora che i rifornimenti ci sono, la decisione pare arrivata: niente Polo fiere, si resta al Campo di Marte.

Se questa sarà la scelta definitiva chissà come la prenderanno i sindaci della conferenza zonale, che giorni fa hanno chiesto di aprire alla svelta l’hub. «Il Comune ha dato la sua disponibilità all’utilizzo del Polo fiere e gli altri sindaci ci sono venuti dietro – spiega Alessandro Tambellini, primo cittadino di Lucca. – Ma non sono un piazzista e più di questo non posso fare. La decisione spetta ad altri ed è ora che qualcuno la prenda perché Campo di Marte non può reggere oltre certi numeri». —

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