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Medico Asl accusato di molestie da otto pazienti: i casi contestati

Lucca, il professionista indagato per violenza sessuale. Gli episodi sarebbero avvenuti durante le visite da febbraio a ottobre 2019

LUCCA. Sono otto le donne che accusano un medico Asl ultrasessantenne di averle molestate sessualmente durante una visita specialistica a cui si erano sottoposte nel corso del 2019. Le vittime dei presunti abusi sono pazienti di un’età compresa tra i ventidue e i quarant’anni. Una di loro, una volta superato lo choc, si è rivolta a un legale per denunciare il medico mentre altre, dopo essere state sentite dalle forze dell’ordine, si sono decise a presentare un esposto contro il sanitario. Tutto il materiale probatorio è giunto sul tavolo del sostituto procuratore Paola Rizzo. Casi avvenuti a distanza ravvicinata uno dall’altro e in un periodo che va da febbraio a ottobre di due anni fa. In tutte le circostanze si tratterebbe di tentativi, a volte maldestri, di avances dello specialista basati su toccamenti nelle parti intime che niente avevano a che fare con la visita medica a cui le donne si erano sottoposte. In un caso specifico invece la vittima – parte offesa nel procedimento penale – avrebbe avuto proposte piuttosto esplicite con palpamenti e condotte invasive della sfera sessuale. Per questo il medico della Asl è finito davanti al giudice dell’udienza preliminare con l’accusa di violenza sessuale. Secondo la procura ha agito con la coscienza e la volontà di compiere un atto invasivo della sfera sessuale altrui e, allo stesso tempo, con la consapevolezza del dissenso della vittima. E per avvalorare la sua tesi il pm ha nominato un medico specialista come consulente tecnico.

IL PROCESSO


L’udienza camerale in cui il giudice sentire i consulenti delle parti si terrà l’8 settembre. In base alla prima denuncia giunta in procura, l’autorità giudiziaria, attraverso la pg, aveva acquisito l’elenco di tutte le donne che furono sottoposte a visita medica da parte dell’indagato nel corso del 2019 all’interno dell’ospedale San Luca o di strutture convenzionate alla Asl. Proprio ascoltando alcune delle pazienti, come persone informate dei fatti, sono emersi altri casi. Alcune donne, accompagnate da coniugi o conviventi, non hanno notato un comportamento inadeguato e una condotta poco professionale. Altre invece hanno immediatamente reagito al comportamento del professionista che, a quel punto, non è andato oltre le manovre di sua competenza a livello di visita sanitaria. Altre ancora, che non avevano avuto il coraggio di denunciare le molestie sessuali, hanno raccontato agli inquirenti di aver subito le attenzioni morbose dello specialista. Nel corso della prima udienza davanti al gup il legale del medico indagato ha chiesto per il suo assistito l’ammissione al rito abbreviato condizionato alla relazione medico-legale dei consulenti di accusa e difesa. L’avvocato della parte offesa invece ha chiesto la costituzione in giudizio della Asl 2, in quanto soggetto giuridico datore di lavoro del medico e responsabile in solido di un eventuale risarcimento del danno. —

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