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Il paese sommerso dal lago di Vagli ora è pronto a riemergere: i piani di Enel

La foto è stata scattata da Antono Dini, ex collaboratore del “Tirreno”, e risale al 1994, anno in cui il lago di Vagli venne svuotato e riapparve, come d’incanto, Fabbriche di Careggine

Lo svuotamento doveva avvenire quest’estate, ma è stato rinviato al 2022. L’ultima volta accadde nel 1994: arrivò un milione di visitatori da tutto il mondo. L'appprofondimento

Era il 30 aprile 1994 quando dalle acque del lago di Vagli affiorò il campanile della chiesa di San Teodoro di Fabbriche di Careggine, il paese sommerso. Era il primo passo verso lo svuotamento totale del lago, un bacino da 43 milioni di metri cubici d’acqua, che andò avanti al ritmo di un metro ogni 48 ore. A giugno ci furono i primi visitatori, i primi di circa un milione stimati in quell’estate 1994 con il paese che rimase visitabile fino al 6 ottobre.

Tra un anno, l’evento potrebbe ripetersi segnando un momento storico per la Valle del Serchio e non solo. Lo svuotamento doveva avvenire quest’anno ma causa pandemia è stato rinviato e il 2022 dovrebbe essere l’anno buono dopo 28 anni. Il paese fantasma è pronto a tornare.

Fabbriche di Careggine deve il suo nome ai fabbri ferrai bresciani che fondarono il paese sulle rive del fiume Edron nel XIII secolo. Nemmeno 200 abitanti per un piccolo centro che negli anni Quaranta si decise di cancellare avviando un progetto per realizzare un bacino artificiale.

Il governo del tempo, su indicazione dell’allora Società Valdarno per l’energia elettrica, individuò infatti l’area come ideale per ospitare un lago. I lavori di costruzione della diga iniziarono nel ’42, e tra varie interruzioni a causa della guerra, si chiusero nel ’46. Nel ’47 la stretta vallata venne inondata d’acqua. Alle circa 200 persone di Fabbriche, si unirono altre 600 persone che abbandonarono i centri abitati di Piari e Pantano, situati più a nord, e che vennero rasi al suolo con pochissime rovine a testimoniare la loro presenza. Nel ’52 la diga fu alzata ulteriormente fino agli attuali 92 metri per far nascere il bacino artificiale di Vagli. Da allora, circa ogni dieci anni, il lago veniva svuotato per effettuare opere di manutenzione.

Il paese è tornato alla luce nel 1954, nel 1968 e poi ancora nel 1983 (anno in cui fui svuotato due volte per il tragico incidente all’elicotterista Vasco Lazzerini) e nel 1994. Questa resta a oggi l’ultima comparsa perché da allora, grazie all’innovazione tecnologica, Enel è riuscita a compiere le manutenzioni necessarie senza svuotare il bacino che rappresenta tutt’oggi una importante riserva idrica per gran parte della Toscana.

Il 2022, dopo tanti proclami, sembra possa essere davvero l’anno giusto. Enel ha avviato una serie di manutenzioni straordinarie che hanno già interessato altri bacini, come quello di Gramolazzo, e così è iniziata la concertazione con gli enti per lo svuotamento che doveva avvenire in un primo momento in questa estate 2021.

Se un milione di persone vennero nel 1994, con visite anche dall’Australia, cosa mai potrebbe accadere nell’era moderna con internet (a metà anni’90 certamente non così presente come oggi) e il mondo dei social?

È la domanda che inizia a circolare tra gli amministratori del territorio perché quella che può essere un’enorme opportunità, può essere anche un pericoloso boomerang.

L’allora sindaco di Vagli, Ilio Domenico Giorgi, era partito circa quattro anni prima per organizzare le visite al paese sommerso. Per gestire l’evento, tra le ipotesi sul tavolo, anche quella di un commissario del dipartimento nazionale di protezione civile, sul modello di quanto successo a Milano per Expo. Vennero da tutto il Mondo per il paese sommerso: Giappone, Norvegia, troupe americane della Cnn. Furono organizzati tanti eventi come l’illuminazione notturna del paese, una iniziativa con la rivista per ragazzi Topolino che fece arrivare lettere da tutta l’talia, un simposio di scultura con il marmo di Vagli e l’invaso ospitò anche un concerto.

E il paese come sarà? Nel’94 le case di pietra arenaria erano rimaste pressoché intatte nelle strutture portanti e così la chiesa di San Teodoro in stile romanico ad abside rettangolare che ancora conservava intonaci apparentemente affrescati. Neppure scalfito il campanile. Vicino al gruppo di case dell’abitato, si trova un ponte in pietra dell’antica via Vandelli, la strada realizzata fra il 1739 e il 1751 su progetto dell’abate Domenico Vandelli per unire il ducato di Modena a Massa. Difficile prevedere, ma le acque del lago non hanno correnti importanti e la gran parte del paese, chiesa compresa, dovrebbe presentarsi ancora nella sua veste migliore.

Come tradisce il nome stesso, il paese sommerso si trova in una parte del lago di Vagli che si trova nel territorio del comune di Careggine. -

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