Manifestazione "no mask" a Lucca, l'anestesista del San Luca: "Non meritate la sanità pubblica"

La dottoressa Gioia Grazzini ha scritto un post sulla sua pagina Facebook: "La vostra “libertà” non vale la vita dei pazienti in rianimazione"

LUCCA. Quella sfilata di “no mask” sugli spalti delle Mura non le è andata giù. E soprattutto le ha fatto male. Chi lavora nei reparti Covid sa cosa è capace di fare il virus, sa come uccide. Negarlo come hanno fatto i partecipanti a quella manifestazione non autorizzata è stato un po’ come rendere inutile lo sforzo di tutto il personale sanitario che si trova in prima linea da mesi.

Per questo la dottoressa Gioia Grazzini, medico anestesista dell’ospedale San Luca di Lucca, ha scritto un post sulla sua pagina Facebook per dire la sua sulla manifestazione (non autorizzata) dei no mask. «La vostra “libertà” non vale la vita di R., A., F., P., F., A. che sono solo una parte dei pazienti collegati a un ventilatore meccanico nella Rianimazione Covid del San Luca al momento attuale. Persone. Non numeri su un bollettino. La vostra “libertà” non vale la nostra guerra quotidiana per restare in piedi, nonostante turni massacranti e ferie che non si riescono a godere da troppo tempo. Non vale le facce trasfigurate, il dolore e il combattere contro una costante sensazione d’impotenza. Non vale neanche un millesimo della professionalità e della resistenza dimostrata dal personale sanitario: colleghi e colleghe, infermieri e infermiere, oss, ogni pezzo che contribuisca alla nostra macchina stanca. La vostra “libertà” non vale un centesimo del diritto di tutti e tutte a non ammalarsi. Se una giustizia suprema c’è, spero risparmi coloro che la vostra “libertà” potrebbe portare nei nostri letti senza che ne abbiano colpa. Altre persone, altri ventilatori occupati, altri mesi chiusa nello scafandro, altra vita che se ne va. Anche mia e delle persone che con me lavorano. Voi – conclude la dottoressa – il Sistema sanitario nazionale, non ve lo meritate».


Uno sfogo ragionato su cui la dottoressa Grazzini, interpellata dal Tirreno attraverso l’azienda sanitaria, non ha voluto aggiungere altro. Ma le sue parole hanno avuto comunque una vasta eco sui social, con decine di condivisioni, di commenti e di like. Chi ringraziava la dottoressa e chi diceva di essersi commosso per le sue parole.

Grazzini ha voluto aggiungere qualche riga per evitare fraintendimenti e spiegare meglio il suo pensiero sulla pandemia e la ripartenza di questi giorni in cui la Toscana è tornata in zona gialla. «Nel caso a qualche altro fenomeno venisse in mente che l’obiettivo della mia vita sia vedere tutti chiusi in casa per sempre – puntualizza –. Non sono per la chiusura a vita, si può parlare di riaperture, per me previo tampone si dovrebbero riaprire tutti gli eventi. Questa (riferito all’assembramento dei no mask, ndr) è altra roba. Questo fa schifo». —

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