Dalla collina al mare in bici e a piedi per 72 km: Andrea Lanfri ha vinto l’ennesima sfida - Foto

Andrea Lanfri

Lo sportivo capannorese che ha perso le gambe per la meningite adesso sogna di conquistare l’Everest e di entrare nel Guinness 

Sogna di essere il primo uomo al mondo con amputazioni agli arti inferiori e superiori a conquistare l’Everest. Impresa tutt’altro che impossibile, visto che ha già conquistato in Ecuador una vetta oltre i 6000 metri. Intanto, nella giornata mondiale contro la meningite, il lucchese Andrea Lanfri dimostra ancora una volta di aver vinto la sua battaglia contro la malattia portando a termine sul Monte Serra un percorso di 72 chilometri tra salite in bicicletta, corse nei sentieri nel bosco fino al meritato tuffo finale in quel di Marina di Pisa (nelle foto di Ilaria Cariello alcune immagini dell’impresa).

Lanfri, che vive a Sant’Andrea di Compito e il Monte Serra lo frequenta fin da bambino, nel 2015 ha perso le gambe e sette dita delle mani a causa della meningite. Si è letteralmente rimesso in piedi, anche se su piedi artificiali, diventando uno sportivo in grado di imprese straordinarie. Ieri, per celebrare la giornata mondiale contro la meningite, è partito alle 9 da Marina di Pisa, pedalando per 37 chilometri passando da Calci e fino alla vetta del Monte Serra. In cima il cambio protesi: Lanfri indossa le lame da corsa e si spara altri 35 chilometri tutti di corsa, con la prima parte in mezzo a un sentiero nel bosco. Passaggio fino a Pisa città e poi deviazione a Marina di Pisa dove, intorno alle 17, Lanfri ha portato a termine la sua impresa. Conclusa con un meritatissimo tuffo in mare, approfittando di una splendida giornata primaverile.

Ma l’atleta lucchese pensa già alla prossima avventura: «Questo era un appuntamento legato al progetto “From 0 to 0”, quindi percorsi che iniziano sul livello del mare, prevedono dislivelli fino a 3mila metri, prima di tornare ancora al livello del mare. Per me è il format ideale perché unisce molte delle mie passioni in un unico pacchetto. Questo è stato un allenamento, ma da giugno vorrei diventare a fare sul serio».

Il che significa partire dal mar Tirreno e arrivare al mar Adriatico, attraversando tutta l’Italia. «Dall’11 al 13 giugno affronterò il Gran Sasso, mi affascina l’idea di arrivare da un mare all’altro – racconta ancora Lanfri – nella prossima avventura partirò da Pescara, farò 80 chilometri in bicicletta e poi 10 chilometri di corsa. Aggiungendone 5 di trekking e poi altri 10 di corsa. A quel punto a Campo Imperatore inforcherò di nuovo la bici per 180 chilometri fino a Ladispoli. Ho preventivato di impiegare circa 18 ore di seguito, realmente senza fermarmi mai».

Se questo vi può sembrare abbastanza, dovete sapere che per Lanfri non sarà che l’inizio. Un bell’allenamento per il mese di settembre, quando toccherà al Monte Rosa: partenza da Genova, 240 chilometri in bicicletta fino ad Alagna Valsesia, poi salita verso Capanna Margherita sul Rosa e ritorno di corsa a Genova. L’idea è quella di fare sei maratone in sei giorni, cosa che farebbe entrare il super atleta lucchese, sopravvissuto alla meningite, nel Guinness dei primati. —


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