Lucca, tutti in classe i maturandi

Da lunedì 26 alle superiori lezioni in aula per almeno il 70 per cento degli studenti

 

LUCCA. Tutti in classe o quasi. Da lunedì 26 aprile la maggior parte degli studenti delle scuole superiori lucchesi torneranno a sedersi tra i banchi. Venerdì 23 il Comitato tecnico scientifico deciderà se la Toscana andrà in zona gialla o resterà in arancione ma per ciò che concerne il mondo della scuola, nulla cambia. Il governo ha deciso che per queste due fasce di colore le lezioni in presenza negli istituti superiori dovranno coinvolgere almeno il 70 per cento degli studenti, fino a un massimo del cento per cento. La Regione Toscana avrebbe preferito una soglia più bassa (il 60 per cento) ma si adegua.
 
Mercoledì pomeriggio alla prefettura di Lucca si è riunito il tavolo tecnico per fare il punto della situazione. Intanto i dirigenti scolastici attendono lumi per sapere come si dovranno comportare. «Ho l’impressione che si vada verso una percentuale che si aggira tra il 70 e il 75 per cento, o almeno questo è quello che vorremmo fare al Giorgi-Fermi – spiega Massimo Fontanelli, dirigente dell’istituto con il maggior numero di iscritti di Lucca (circa 2.500) –. La nostra idea è quella di garantire lezioni in presenza ai 350 ragazzi delle classi quinte, 18 in tutto, in vista della preparazione dell’esame di maturità. E questo fino a fine maggio. Dal 1° di giugno, invece, didattica a distanza per e mettere in sicurezza i maturandi che altrimenti, in caso di contagio, rischierebbero di saltare l’esame. Anche le classi prime le vorremmo riportare in aula al completo, mentre sulle altre classi si potrebbe mantenere l’attuale percentuale del 50 per cento. Così facendo avremmo una media per scuola attorno al 75 per cento. Bene essere prudenti – conclude Fontanelli – il virus circola ancora e qualche classe è sempre in quarantena». 
 
Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda si muove Maria Pia Mencacci, dirigente del liceo Passaglia, che conta un migliaio di iscritti: «Stiamo aspettando notizie certe – dice – Abbiamo schemi di rientro per il 70, il 75 e l’80 per cento. Di certo non potremo arrivare al 100 per cento, mancano fisicamente gli spazi per garantire le distanze di sicurezza. Anche la nostra idea è quella di privilegiare le classi quinte (una decina) e le prime». 
 
«Aspettiamo di conoscere il colore della Regione – dice Maria Cristina Pettorini, dirigente dell’Isi Machiavelli e del Paladini-Civitali – Il rientro al completo? Lo abbiamo fatto a settembre e ottobre, possiamo riprovarci ora visto che gran parte del personale è stato vaccinato, si va verso la bella stagione e prosegue lo screening sulla popolazione scolastica. L’orientamento di tutti è quello di privilegiare le classi quinte e poi le prime. Queste ultime vedremo se farle rientrare al cento per cento sei giorni su sei o soltanto quattro volte alla settimana».
C’è poi la questione dei trasporti: con le corse aggiuntive e solo metà degli studenti nelle scuole, i pullman ora non erano affollati ma alzando la percentuale c’è il rischio che si ripresentino resse sulle corse mattutine. Una nota dell’Ufficio scolastico regionale ha confermato le indiscrezioni: prioritaria attenzione alle classi quinte in vista della maturità. —
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