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L’ex sindaco a giudizio per stalking: ad accusarlo uno dei funzionari del Comune

Da sinistra, Mario Puglia e Mario Giuseppe Coltelli (foto di archivio)

Ad accusarlo, l’allora responsabile dell’ufficio anagrafe che sostiene di aver subito vessazioni ripetute dal 2018 al 2020

VAGLI. Nuovi guai giudiziari per l’ex sindaco di Vagli, Mario Puglia. Stavolta il giudice dell’udienza preliminare Simone Silvestri lo rinvia a giudizio – il processo è stato fissato il 9 ottobre di fronte al giudice del dibattimento Nidia Genovese – con l’accusa di atti persecutori continuati e ripetuti per un periodo di tempo che supera i due anni. La vittima dello stalking, difesa dall’avvocato Chiara Bimbi, è un ex dipendente comunale di Vagli: Mario Giuseppe Coltelli, 61 anni, ex comandante dei vigili urbani e soprattutto dal 2009, sino al giorno in cui si è licenziato, responsabile dell’ufficio anagrafe del comune dell’Alta Garfagnana.

Nella denuncia – poi vagliata dal sostituto procuratore Sara Polino – emergono una serie di vessazioni perpetrate dall’allora primo cittadino di Vagli nei confronti dell’ex dirigente comunale avvenute dal marzo 2018 sino al maggio 2020 in concomitanza con l’impegno politico di Coltelli sostenitore e simpatizzante della Lega da cui verrà espulso dopo le elezioni amministrative.


In particolare – stando alla denuncia dell’ex dipendente comunale – dall’ottobre 2018 quando viene investito dell’incarico di segretario di zona del partito di Salvini per i comuni di Vagli, Camporgiano e Minucciano.

Dall’esposto-denuncia su cui si basa l’indagine della procura e il rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Vagli, emerge che nel dicembre 2018 viene asportata dall’ufficio di Coltelli la targa dove sta scritto “vice segretario comunale”. Nel gennaio 2019 viene notificato al responsabile dell’ufficio anagrafe un procedimento disciplinare per fatti risalenti al 2014 e il mese successivo viene ridotta l’indennità di posizione da 12mila a cinquemila euro annui con una riduzione di settemila euro. Dopo l’avvio di una causa civile intentata dall’allora primo cittadino, Coltelli chiede il nullaosta alla mobilità volontaria. Chiede il trasferimento ai comuni di Coreglia, Viareggio e Cerro Maggiore vicino Milano. Ma è tutto inutile. Nel frattempo gli piombano addosso una serie infinita di provvedimenti disciplinari dopo che in 34 anni di lavoro non aveva mai ricevuto un richiamo verbale o scritto. Coltelli, psicologicamente a pezzi e moralmente distrutto, entra in malattia e viene controllato ripetutamente con verifiche fiscali Inps dai sanitari. Il 13 maggio 2020, alla scadenza dell’ultimo certificato medico, nonostante la possibilità di un prolungamento della malattia, Coltelli decide di non tornare dal medico e presenza il giorno successivo le sue irrevocabili dimissioni volontarie per giusta causa. In sostanza si licenzia dal posto pubblico. Adesso da poco tempo è stato assunto dal comune di Pontedera. Una vicenda che ha lasciato strascichi e che adesso sarà vagliata dal giudice. —

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