L'Angelo in mostra a Lucca

A San Franceschetto la scultura capannorese attribuita a Leonardo da Vinci

CAPANNORI. La statua dell’Angelo Annunciante non torna (ancora) a casa, ma intanto vi si avvicina. Nel percorso che la dovrà riportare nella pieve di San Gennaro, sulle colline tra Capannori e la Valdinievole, la scultura attribuita a Leonardo Da Vinci passerà dalla nella chiesa di San Francheschetto a Lucca.

Sarà infatti la protagonista di una mostra a lei dedicata, dopo il restauro completato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Un’idea maturata già nel 2020, che era stata fermata dall’arrivo della pandemia.


Dalla Fondazione Cassa di Risparmio, proprietaria della struttura di San Francheschetto, arriva la conferma dell’evento che potrebbe essere fatto entro la fine dell’estate, sempre che venga data finalmente la possibilità di poter tornare a frequentare mostre ed esposizioni. Di certo comunque non prima del 31 agosto, dal momento che fino a quella data l’angelo di Leonardo sarà al centro di un’altra mostra (anche questa in attesa del via libera all’accesso al pubblico) ospitata al Centro Espositivo Leo-Lev di Vinci. Una mostra particolare, dove protagonista non sarà solo la statua leonardiana, ma, in un certo senso, proprio la Pieve di San Gennaro.

In ogni caso alla fine del suo tour l’angelo leonardiano ritornerà nella pieve romanica delle colline capannoresi dove, con il suo carico di mistero e bellezza, è stato custodito per oltre cinque secoli. E da dove è partito due anni fa, richiesto a Vinci per le manifestazioni legate ai 500 anni dalla morte di Leonardo.

Tornerà a casa anche se, al momento, una serie di ostacoli impediscono il viaggio a ritroso. Innanzitutto è necessario preparare un ambiente climatizzato per proteggere dall’umidità non solo lei, ma anche la statua della Madonna del parto, altro gioiello che si trova nella chiesa e pure lei al centro di un intervento di restauro. Poi servono una teca di vetro per accogliere la scultura e un sistema di videosorveglianza per prevenire atti vandalici e furti (in un primo momento era stato anche ipotizzato di conservarlo nella stanza della compagnia, all’esterno della pieve).

I lavori per accogliere la scultura erano già iniziati all’interno della chiesa, ma sono stati poi rallentati dal Covid. A questi ritardi si è aggiunto un nuovo problema, quello delle crepe che sono spuntate sulla facciata della pieve. Don Cipriano, parroco del paese, ha segnalato il problema alla Soprintendenza e per aiutare il parroco a sostenere le spese potrebbe sorgere anche un comitato paesano, in modo da permettere al paese di tornare a ospitare il suo tesoro il prima possibile.

La statua raffigurante l’Arcangelo Gabriele, attribuita al genio di Vinci dal professor Carlo Pedretti, docente all’Università della California e direttore del centro Hammer per gli studi su Leonardo scomparso due anni fa, avrebbe dovuto rientrare in Lucchesia nel febbraio 2020, ma la permanenza nel paese natale di Leonardo era stata prorogata, visto l’enorme successo con molti visitatori e turisti attratti dall’opera. E, come detto prima, la scultura al momento è protagonista di una mostra che era stata programmata da tempo, in calendario dal 6 aprile al 31 agosto al Centro Espositivo Leo-Lev. Una mostra che al momento, a causa delle limitazioni causate dalla pandemia, non è accessibile al pubblico, e che è dedicata più in generale proprio ai tesori della Pieve di San Gennaro.

Accanto all’originale angelo in terracotta infatti, è presente anche una sua replica fedele, realizzata attraverso la scansione in 3D. Una copia caratterizzata dalla colorazione, fatta recuperando e riproducendo i pigmenti originari e la stessa tecnica pittorica utilizzati da Leonardo, in modo da ottenere una replica dell’opera come doveva essere nel momento in cui era stata appena completata, oltre cinque secoli fa. Non solo, ma al centro è esposto anche l’altro tesoro di San Gennaro, ossia la statua senza mani della Madonna del parto.

Insomma, questo piccolo paesino del Capannorese diventa protagonista anche a distanza, aspettando il ritorno dei suoi tesori. —

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